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Pescara, 09/04/2026
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Data: 06/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Stretta sulle deduzioni e sugli affitti. Il governo a caccia di 1719 milioni nel 2013. Tutte le novità sul mercato del lavoro

ROMA. La riforma del mercato del lavoro ha bisogno di risorse per la copertura finanziaria. Necessità traducibili in 1.719 milioni nel 2013, 2.921 milioni nel 2014, 2.501 nel 2015 per scendere negli anni successivi poco sopra i 2 miliardi (dal 2021 a 2.225 milioni). Da dove arriveranno tutti questi soldi? Le sorprese non mancano nel testo del ddl lavoro.
Nuova stangata per i proprietari di casa. Per i proprietari di immobili che affittano e che non applicano la cedolare è ridotto dal 15 a 5% lo sconto forfait per chi dichiara con l’Irpef i redditi derivanti dalla locazione di immobili. L’imponibile su cui si paga l’imposta aumenta così di 10 punti percentuali.
Auto aziendali. Una parte delle risorse arriverà dal taglio delle deduzioni per l’uso delle auto aziendali, che passa dal 40% al 27,5% per le auto utilizzate nell’esercizio di imprese, arti e professioni.
Due euro in più per volare. Due euro in più a passeggero, dal primo luglio 2013, per l’addizionale comunale sui diritti di imbarco sugli aerei. Gli importi incassati andranno all’Inps.
Taglio alle spese di Inps e Inail. Anche Inps e Inail dovranno ridurre le spese di funzionamento, a cominciare dal 2013, per 90 milioni: 72 milioni di euro annui per l’Inps e 18 milioni annui per l’Inail. Anche l’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato dovrà tagliare la spesa di 10 milioni l’anno, a partire dal 2013.
Deduzione tassa salute e Rc auto. Stretta alla deduzione riconosciuta sulla tassa al Servizio sanitario nazionale, pari al 10,5%, che si applica sulle assicurazioni Rc auto. La deduzione scatta per gli importi superiori ai 40 euro (assicurazioni da 380 euro). La misura vale già per i pagamenti del 2012.
Offerte di lavoro rifiutate. Il lavoratore che percepisce un assegno di mobilità o di disoccupazione, lo perde se non accetta un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità.
Stop alle dimissioni in bianco. Il ddl lavoro introduce alcune misure per favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro. E’ esteso da 1 a 3 anni di vita del bambino il periodo entro cui le dimissioni devono essere convalidate dal servizio ispettivo del ministero del Lavoro. Per l’efficacia delle dimissioni dovrà essere provata la genuinità e contestualità della manifestazione di volontà risolutoria da parte del lavoratore.
Papà in congedo. Il padre lavoratore dipendente, entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, deve astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni, anche continuativi.
Baby-sitter. Arrivano i buoni per il servizio di baby-sitting. Le neo-mamme potranno richiederli all’Inps alla fine della maternità obbligatoria, per gli 11 mesi successivi in alternativa al congedo facoltativo.
Tutele per i lavoratori anziani. Le aziende possono stipulare accordi con i sindacati maggiormente rappresentativi, per incentivare l’esodo dei lavoratori anziani. Le norme sono rivolte ai lavoratori che raggiungano i requisiti per il pensionamento nei successivi 4 anni. L’azienda deve versare ogni mese all’Inps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa. Si arriva così a una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti. Per gli esodi fino al 2016 il primo periodo può essere coperto (per i lavoratori in mobilità) dall’indennità di mobilità, fermo restando il requisito di 4 anni dal momento dell’esodo a quello del pensionamento.
Possibilità d’impiego per i disabili. La riforma prevede un ampliamento della base su cui è calcolata la quota di riserva per l’assunzione di persone con disabilità. Non sono computabili tra i dipendenti i lavoratori con contratto a tempo determinato di durata inferiore a nove mesi, i soci di cooperative di produzione e lavoro, nonchè i dirigenti.

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