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Data: 06/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cabinovia, la chiusura è scongiurata. La Sangritana avrà ricavi maggiori, annullata la disdetta del contratto

La soluzione arriva dopo il vertice in Provincia con la società che gestisce gli impianti ai Prati di Tivo

PIETRACAMELA. Scongiurata la chiusura della cabinovia ai Prati di Tivo. La Sangritana che gestisce l’impianto di risalita aveva infatti mandato una lettera in cui anticipava la disdetta del contratto che scade a settembre. Ieri si è tenuto un vertice in Provincia in cui è stato trovato un accordo e il 10 aprile si firmerà un protocollo d’intesa.
‹‹Onerosità del contratto stipulato con la Gran Sasso teramano - di cui Provincia, Camera di commercio e Comune di Pietracamela sono soci - disguidi tecnici, difficoltà logistiche, bassi ricavi per stagioni invernali non sempre generose di neve, troppo breve la durata del contratto per rientrare negli investimenti: sono le questioni sollevate dalla Sangritana e affrontate nel tavolo che ha visto la partecipazione, fra gli altri, dell’assessore regionale ai trasporti, Giandonato Morra, del sindaco di Pietracamela, Antonio Di Giustino, del presidente della Camera di commercio, Giustino Di Carlantonio, del presidente e dell’Ad della Gran Sasso teramano, rispettivamente Marco Bacchion e Fernando Marsilii, del presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, del senatore Paolo Tancredi››, si legge in una nota della Provincia. L’aspetto economico è centrale: la Sangritana deve versare almeno 400mila euro all’anno alla Gran Sasso teramano per usare gli impianti e una somma altrettanto cospicua alla Siget. L’incasso però non supera i 250mila euro all’anno.
‹‹Finalmente tutti remano dalla stessa parte››, ha commentato il presidente Valter Catarra, ‹‹mi pare che ci siano le premesse affinchè si torni all’obiettivo centrale di quest’operazione che ha visto insieme tanti attori pubblici per rilanciare il turismo montano e valorizzare con un’offerta turistica qualificata il Gran Sasso teramano››.
In particolare, la Sangritana ha fatto presente che ‹‹non è più possibile permettersi di portare avanti gestioni in perdita. Pertanto, così come avviene al Nord Italia, per raggiungere il pareggio o costituire un profitto, è necessario che le società di gestione possano diversificare gli investimenti e arricchire il ventaglio dei servizi offerti per aumentare gli introiti che, unicamente con gli impianti di risalita, sarebbero sempre in perdita››. Sia Morra che Tancredi hanno rassicurato la Provincia ‹‹sull’arrivo ormai imminente dei Fondi Fas a copertura dell’investimento effettuato per realizzazione la cabinovia››. Provincia, Camera di commercio e Gran Sasso spa, dal canto loro, visti i rilievi sull’onerosità del contratto anche raffrontato al breve periodo di affidamento (tre anni), in vista di una nuova gara d’appalto, valuteranno soluzioni per rendere più appetibile la gestione degli impianti.

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