L’AQUILA. Sindaci del cratere a rapporto con il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che ieri ha incontrato i primi cittadini a Rocca di Mezzo per fare il punto sulla ricostruzione, ascoltare istanze e richiamare tutti all’unità di intenti. «L’alleanza - ha detto il ministro - è fondamentale; occorre fare fronte comune per poter elaborare progetti organici, evitando frazionamenti e cadute nel vuoto di voci isolate». Secondo Barca per un efficace sviluppo socio-economico occorre anche la capacità di sapersi confrontare con l’esterno, pure con esperienze straniere, per poter elaborare progetti efficaci. «Il sociale - ha detto, riferendosi anche ai cosiddetti fondi Giovanardi - significa anche attrarre una popolazione diversa, spesso formata da stranieri che vengono qui per lavorare nei cantieri della ricostruzione e che possono rimanervi per sempre. Gente che può avere una marcia in più perché i nostri figli sono un po’ più seduti dei loro». Tra i presenti, oltre ai sindaci, anche il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, e il capo della struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana. Tra le criticità sollevate dagli amministratori «le contraddizioni contenute nell’ordinanza 3996 sui centri storici - ha detto il sindaco di Villa Sant’Angelo, Pierluigi Biondi - La gente è stanca di appoggiarsi al ricordo, adesso ha bisogno di prospettive e di obiettivi. C’è bisogno di una normativa specifica in grado di assicurare, oltre alla ricostruzione edilizia, il rilancio del territorio». E proprio parlando dei processi di ricostruzione il ministro Barca, che qualche giorno fa in tv aveva bollato le inefficienze della filiera come «favole raccontate da persone malevole», ha precisato: «La filiera per la ricostruzione composta da Fintecna, ReLuis e Cineas è migliorabile, però molti ritardi sono dovuti a tecnici che hanno fatto incetta di progetti e non arrivano a consegna. Le critiche sono sempre positive - ha detto il ministro - e a volte servono per stanare qualcuno e generare una discussione proficua. La filiera è certamente migliorabile, ma non era incapace come sosteneva qualcuno. Riguardo ai tecnici, chi ha preso troppi progetti e non riesce a presentarli in tempo, sarà sanzionato». Non è mancato un po’ di pepe a rendere ancor più acceso l’incontro. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non ha nascosto le perplessità sui piano di ricostruzione (quello del Comune dell’Aquila è stato approvato qualche settimana fa): «Ancora non ho capito a che servono i piani di ricostruzione. C’è il rischio concreto che i cantieri in centro si aprano nel 2015, al sesto anniversario». Secca la risposta del ministro: «Ormai abbiamo capito cosa sono e a cosa servono i piani». Eventuale stralcio dell’Imu sulle case inagibili, oltre a fondi e tempi per la ricostruzione sono stati al centro del dibattito: «Ci sono ancora 5,7 miliardi di euro di fondi per il prossimo triennio e alcuni piani di sviluppo, però - ha detto - se e quando occorreranno altri fondi saranno assegnati, come è stato fatto per tutti gli altri terremoti» ha chiosato Barca che ha dato appuntamento a tutti tra tre mesi. «A domande ragionevoli darò risposte ragionevoli. Tra 90 giorni voglio idee precise rispetto ai problemi sollevati» ha detto Barca congedandosi dai sindaci.