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Pescara, 09/04/2026
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Data: 07/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Bus navetta per il centro» Le idee dei negozianti per rilanciare gli affari

Iniziative culturali pedonalizzazione e più aree di sosta

PESCARA. I commercianti non ci stanno a rigirarsi i pollici mentre i loro affari crollano fino all’80 per cento e rilanciano: «Trasformiamo il centro in una grande isola pedonale e rendiamo la città più appetibile con iniziative, bus navetta e parcheggi».
La proposta arriva da un gruppo di negozianti di via Ravenna e via Firenze che, dopo la pioggia di multe di giovedì pomeriggio, non ci stanno a subire passivamente i provvedimenti adottati a Palazzo di Città. «La chiusura a giorni alternati non serve a nulla», spiega Roberto Carchesio, titolare dell’agenzia di via Venezia Versante viaggi, «se dipendesse da me chiuderei al traffico tutte le strade del centro. Così la gente sarebbe portata a organizzarsi con i mezzi pubblici. Il nuovo piano della sosta, infatti, non avvantaggia i clienti poiché a parcheggiare sono solo i proprietari dei negozi, gli addetti alle vendite e i residenti con i permessi. Non c’è nessun ricambio e i cittadini sono comunque costretti a lasciare l’auto lontano dagli esercizi commerciali».
L’idea di rendere pedonali tutte le strade del centro alletta la maggior parte dei titolari degli esercizi commerciali di via Ravenna che si dicono «delusi e amareggiati nei confronti delle scelte unilaterali portate avanti dall’amministrazione comunale». Daniele De Leonardis, presidente dell’associazione di via Centro Vivo e titolare dell’ottica Linea vista, punta il dito contro «gli incontri infruttuosi con il sindaco e gli altri assessori». «Abbiamo espresso le nostre perplessità sui nuovi sensi di marcia e i dischi orari», dice, «e invece non ci hanno ascoltato. Loro pensano di risolvere il problema del commercio con le multe e le strisce pedonali, ma non è questa la soluzione». «Il centro è diventato invivibile», rimarca a voce alta Michele Gatto, titolare di Effetto Luce, «il sindaco e i suoi assessori stanno forse facendo le prove tecniche per lo svuotamento imminente della città?», si chiede ironicamente. «Io non credo che abbiano a cuore la salute dei cittadini», aggiunge «mi viene da pensare che ci siano interessi forti in ballo, perché in questo modo si avvantaggia esclusivamente la grande distribuzione e i centri commerciali dell’hinterland». «Se ci vogliono far chiudere almeno avessero il coraggio di dirlo esplicitamente», rimarca Giorgio Caggidemetrio dell’omonima agenzia di viaggi. «Il mio negozio è vuoto», ammette il parrucchiere Lino Di Carlo, «qui non arriva più nessuno».
«Un tempo Pescara era rinomata per i suoi negozi», ribatte Donatella Ruscitti di Artes, «adesso molti hanno chiuso bottega e il centro è stato consegnato nelle mani delle grandi catene. L’amministrazione dovrebbe avere operare scelte coraggiose, perché di questo passo resisteremo ben poco anche noi. Con la chiusura di tutto il centro invece ci sarebbero benefici concreti, mentre adesso la gente è scoraggiata e delusa». «L’isola pedonale», ammonisce Simona Frullini di Cartoidea, «andrebbe incentivata con bus navetta, iniziative culturali e parcheggi alle estremità delle strade chiuse».
Un’altra proposta arriva invece da Matteo Pio Fiorile del Caffè Carol: «Perché non mettere il disco orario a un solo lato della strada come a via Venezia? Inglobando anche altre arterie come via Teramo e via Trilussa».

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