Dopo aver fatto infuriare e aver messo l’uuno contro l’altro commercianti, ambientalisti e automobilisti; e dopo aver escluso dal tavolo tecnico una voce autorevole come quella dell’Aci, l’amministrazione comunale starebbe valutando l’ipotesi di un referendum cittadino ovvero di un sondaggio sui giovedì senz’auto. «Diamo voce al territorio» ha dichiarato il consigliere Pdl Armando Foschi, che quasi alza le mani in segno di resa di fronte a una consapevolezza: «Ormai a Pescara è come se si stesse aprendo una faida che ha dell’assurdo - ha detto Foschi -. Da una parte ci sono i commercianti o meglio le Associazioni di categoria che accusano il Comune di voler uccidere il commercio a Pescara chiudendo al traffico la città per appena cinque ore, per due giovedì; e dall’altra ci sono gli ambientalisti che minacciano esposti, denunce, querele e tirano per la giacchetta la stessa amministrazione comunale chiedendo provvedimenti più drastici, come la chiusura al traffico della città per tutta la settimana». Nel mezzo, «tra l’incudine e il martello» dice Foschi, c’è l’amministrazione comunale «che ha il sacrosanto dovere istituzionale di ascoltare sia l’una che l’altra campana, ma ancor di più ha il dovere di fare sintesi tra le diverse istanze». Proposta dunque solo provocatoria quella di Foschi, dal momento che il consigliere pone la domanda e al tempo stesso fornisce la risposta: compito di un’amministrazione eletta è infatti quello di governare e di prendere decisioni, ed è esattamente ciò che chiedono i pescaresi a fronte di un’emergenza smog che non sarà ecezionale, visto che sistematicamente si ripete ogni anno, ma che va affrontata e risolta con soluzioni che non sembrino una presa in giro. Chiudere al traffico mezza città per tre ore al mattino e due al pomeriggio di un giorno infrasettimanale non serve. Come non serve nella lotta allo smog, lo dimostrano i dati dell’Arta, mettere le transenne al sabato e alla domenica per un paio d’ore tra via De Amicis e via Regina Margherita. Le vere cure antismog impongono scelte drastiche ma non per questo penalizzanti per il commercio. Basta crederci e smettere di prendersi in giro.