PESCARA - Pasqua di passione e di riflessione anche per la politica. A poche settimane dalle amministrative, i giochi delle alleanze e delle candidature sono ormai chiusi e il test elettorale nei Comuni arriva in un momento storico per il Paese e per l'Abruzzo. Perché la tenuta o meno di alcuni grandi partiti, come il Pdl, può aprire scenari del tutto inediti in vista delle politiche e delle regionali del 2013, soprattutto se si guarda a quell'elettorato moderato dove è più forte l'oscillazione del consenso. E se la partita si è sempre giocata al centro, soprattutto nella piccola «isola bianca» di Remo Gaspari & c., ecco che l'attenzione sul Terzo polo si fa più pressante, anche per dare un senso all'atteggiamento apparentemente schizofrenico dell'Udc: con la destra all'Aquila, a sostegno di candidati sindaci del partito di Di Pietro a Spoltore e Montesilvano, Comuni sopra i 15mila abitanti dove si voterà con il doppio turno.
Rodolfo De Laurentiis, consigliere di amministrazione della Rai e uomo di punta dell'Udc in Abruzzo, spiega così le mosse del suo partito: «Le scelte fatte sono legate al territorio, ai programmi di governo. Ci siamo staccati da tempo da una posizione che ci vedeva complementari al Pdl e oggi l'Udc continua a difendere la sua posizione di indipendenza».
Indipendenti ma obbligati dai numeri a fare squadra, e c'è chi pensa che le alleanze strette oggi con la sinistra siano funzionali agli appuntamenti elettorali che contano: le politiche e le regionali del prossimo anno.
«Quelle delle amministrative -spiega De Laurentiis- non sono scelte funzionali ai prossimi appuntamenti elettorali, anche perché sarebbe inutile affidarsi a formule e alchimie politiche in un momento in cui la politica vive forti cambiamenti. Oggi l'Udc, il Pdl e il Pd sostengono lo stesso governo a livello nazionale, ma fra un anno nessuno sa cosa accadrà nei partiti. Alle prossime regionali -chiarisce meglio De Laurentiis- il ragionamento che andrà fatto è su come fare ripartire l'Abruzzo e lo sviluppo, in un momento in cui tutto è fermo».
Anche per il portavoce del Pdl, Riccardo Chiavaroli, il voto amministrativo è determinato dalle specificità locali: «E' difficile paragonare Avezzano con Montesilvano. Per quel che riguarda il nostro partito ci aspettiamo una buona tenuta e anche una buona affluenza al voto. E' chiaro che ad urne chiuse bisognerà iniziare a ragionare sulle future alleanze, che difficilmente saranno quelle che conosciamo oggi. Come dice il nostro segretario Alfano, occorrerà ragionare su una grande area moderata, paradossalmente andando anche oltre il Pdl. E, comunque vadano le amministrative, non ci aspettiamo contraccolpi né sul Consiglio, né sulla Giunta regionale».
Diverso il ragionamento in casa del Pd, dove sono in molti a sostenere che una eventuale implosione del Pdl alle prossime amministrative avrebbe una inevitabile ricaduta sulla maggioranza che sostiene Gianni Chiodi. A pensarla così è anche il segretario regionale del partito, Silvio Paolucci: «Oggettivamente quello del 6 e 7 maggio sarà un test elettorale importantissimo, ed è chiaro che se la nostra coalizione dovesse ottenere un risultato largo, questo si tradurrà in un giudizio politico anche a livello regionale».