La norma «Il valore limite di Pm10 non deve essere oltrepassato più di 35 volte in un anno»
PESCARA. È allarme rosso per le polveri sottili nell’aria. Dall’inizio dell’anno le centraline dell’Arta hanno rilevato su viale Bovio 42 superamenti del limite di concentrazione di Pm10 nell’aria. La legge ne prevede 35 l’anno, superati i quali, iniziano i danni per la salute.
La situazione è addirittura peggiore a Spoltore, dove l’unica centralina presente si trova nella frazione di Santa Teresa, e al 6 aprile ha segnato i 61 superamenti, con punte di 70 microgrammi a metro cubo. L’aria, in questa zona, viene definita «pessima» dalla stessa agenzia regionale per la tutela dell’ambiente che sottolinea il dato con il bollino rosso. Su Pescara, nelle vie monitorate dall’Arta, la qualità dell’aria viene definita in questi giorni «scadente» o al massimo «accettabile». Il giudizio sul particolato da combustione (Pm10) va da buono (da 0 a 16 microgrammi per metro cubo) a pessimo (più di 50), in mezzo può essere accettabile (da 17 a 32) o scadente (da 33 a 50).
Il decreto legislativo 155 del 2010 è chiaro: il valore limite di Pm10 per la protezione della salute umana è di 50 microgrammi a metro cubo, la media limite annuale è di 40 microgrammi a metro cubo. Ma alle polveri si uniscono altre sostanze nocive per la nostra salute, come ad esempio il benzene.
Il dipartimento della salute e dei servizi ha stabilito che il benzene è un noto agente cancerogeno, e sia l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro che l’agenzia statunitense Epa hanno stabilito che il benzene è cancerogeno per l’uomo. L’esposizione prolungata al benzene è stata associata con lo sviluppo di un particolare tipo di leucemia chiamata mieloide acuta.
«La prova della gravità dell’inquinamento atmosferico presente a Pescara viene dai test che ho condotto su alcuni bambini», spiega Gaetano Silvestre, primario del reparto di Fisiopatologia respiratoria pediatrica dell’ospedale Spirito Santo, che porta ad esempio i risultati del suo lavoro. «Si tratta di bambini residenti nell’area metropolitana», spiega il medico, «tutti asmatici allergici, ai quali ho sospeso la terapia un mese prima di portarli al campo scuola in montagna, diversificando ogni volta il posto, in aree che l’Arta ha certificato prive di Pm10 o benzene, sempre al di sopra dei 1.200 metri di altezza. I risultati dei test ci hanno dimostrato che l’eliminazione dei fattori inquinanti ha dimezzato i valori di asma allergica nei bambini. E purtroppo», continua il medico, «i dati ci dicono che nel 2020 l’incidenza di decessi per insufficienza respiratoria sarà maggiore di quella per patologie tumorali».
Non si sa quali effetti potrebbe avere sul feto l’esposizione prolungata al benzene delle donne in gravidanza, e quali effetti sulla fertilità negli uomini. Gli studi portati avanti sugli animali in gravidanza mostrano che il benzene inalato ha effetti dannosi sul feto in via di sviluppo. Questi effetti possono includere un basso peso alla nascita, il ritardo di formazione ossea, e il danno del midollo osseo. Il benzene è un componente principale della benzina e viene utilizzato in molti processi di fabbricazione: si trova nel fumo delle sigarette, negli scarichi delle auto, nelle emissioni industriali e dei siti di rifiuti pericolosi.
Il Comune, dopo l’annuncio di un esposto alla Procura da parte del Wwf, ha deciso da qualche settimana di partire con la chiusura al traffico della città per cinque ore, il giovedì. Finora, tra le polemiche, i giovedì di chiusura sono stati due. Ma il provvedimento appare isolato e non strutturato con altre iniziative né con le amministrazioni delle città vicine.
Intanto, c’è chi, come il presidente della commissione consiliare Ambiente Nico Lerri, solleva il problema delle emissioni industriali, come quelle del cementificio di via Raiale. Anche Ezio Ardizzi, presidente di Confcommercio, punta il dito verso il cementificio che, come sottolinea, sorge proprio all’interno dell’area cittadina. Per Adelchi Sulpizio, capogruppo dell’Idv in Comune, «anche fabbriche e industrie devono fare la loro parte e partecipare allo sforzo comune per ridurre lo smog».