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Pescara, 09/04/2026
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Data: 08/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pasquetta, gita fuori porta per lo shopping. Iper e Outlet Village cancellano il tabù: negozi aperti domani, il 25 Aprile e il Primo maggio

Per qualcuno sarà la prima gita fuoriporta all'insegna dello shopping. Per chi lavora in quei centri commerciali che hanno deciso domani di stare aperti sarà invece la prima Pasquetta cancellata sul calendario delle feste. Tra luci e ombre, la liberalizzazione di orari e festivi targata Monti produce effetti nella cintura metropolitana pescarese. Cancellate le feste considerate finora intoccabili da tutte le leggi regionali sul commercio della Regione Abruzzo, a sdoganare la Pasquetta saranno domani il centro commerciale Pescara Nord-Iper e il Città Sant'Angelo Outlet Village.
La linea tra i commercianti di Pescara è invece quella di non alzare le saracinesche, rispettando la tradizionale giornata di festa e riposo. Ma si aprono interrogativi su cosa succederà il 25 aprile e il Primo maggio, quando qualcuno, come l'Outlet, ha già annunciato con i manifesti che le luci anche allora saranno accese. Si consacrano dunque allo shopping anche le principali feste religiose e laiche.
Ferma la critica dei sindacati. «Invitiamo le imprese a rispettare i dipendenti consentendo di coltivare anche gli interessi sociali e famigliari; a stare chiusi in tutte le festività laiche e religiose, patrimonio della nostra storia, a partire da Pasquetta, 25 Aprile e Primo maggio» dicono Filcams Cgil e Fisascat Cisl. «Va poi detto che le aperture indiscriminate non rilanciano i consumi: occorrono invece misure a sostegno dell'occupazione stabile, alleggerire la pressione fiscale, aumentare i salari» avverte Luca Ondifero, Filcams. «Si attivi la contrattazione di secondo livello per regole contrattuali che innalzino il costo del lavoro domenicale e festivo, disincentivando le aperture indiscriminate», suggerisce Mario Miccoli, Uiltucs Uil. Contro la liberalizzazione entrata in vigore da gennaio, Confcommercio e Confesercenti difendono i piccoli che non ce la fanno a stare al passo degli iper. Domani i negozi monitorati a Pescara saranno chiusi.
«Si tratta di attività famigliari o con pochi dipendenti a cui non è giusto togliere il riposo - dice Gianni Taucci, Confesercenti -. Restare aperti in questi giorni equivale a snaturare il concetto di festività ed è strano che la Chiesa non intervenga. Inoltre non ha senso che i negozi in città siano aperti nel giorno tradizionalmente dedicato alla gita fuori porta». Sindacati,Confcommercio e Confesercenti si sono alleati e hanno sottoposto alla Regione un avviso comune per una legge regionale che dribbli la liberalizzazione, proponendo il lucchetto ad alcune feste, come Pasquetta, e restringendo le aperture domenicali a 26+4. Nell'ultimo incontro al tavolo regionale s’è parlato di 26+10, ma le trattative vanno avanti. «E' necessario ripristinare un equilibrio tra piccole imprese e grande distribuzione - dice Celso Cioni, Confcommercio -. Le imprese locali, spesso a conduzione famigliare, non ce la fanno a stare sempre aperte, sia per i costi di gestione sia perchè non possono fare la turnazione del personale. Ne va della sopravvivenza del nostro tessuto economico e delle nostre città».
Stretta tra crisi dei consumi e assedio dell'ipershopping, Pescara attrezza il rilancio. «Ho convocato per il 19 aprile le associazioni di categoria e di via - dice l'assessore al commercio Gianni Santilli - per elaborare proposte condivise per rilanciare la competitività del commercio cittadino rispetto ai centri commerciali. Le idee ci sono, come un nuovo shopping day, riattivazione del bus navetta, eventi in occasione di aperture straordinarie, ma decideremo insieme».

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