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Pescara, 05/04/2026
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Data: 10/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il bus 38 ormai è terra di nessuno. I viaggiatori: «Scarsa sicurezza sui mezzi pubblici. Vogliamo un agente»

L’allarme. L’ultimo episodio quello di una ragazza palpeggiata da un maniaco

Prima si è avvicinato ben oltre il consentito, complice anche il sovraffollamento del mezzo, poi ha cominciato a soffiarle sul collo e a «strusciarsi» da dietro, infine le ha messo le mani addosso, palpeggiandola sui fianchi. È a questo punto che la ragazza, imbarazzata e impaurita, ha richiamato l’attenzione dei presenti per chiedere aiuto. È accaduto nella serata di sabato sul 38, l’autobus di linea che collega l’aeroporto con Cappelle sul Tavo, attraversando il centro di Pescara, viale Bovio, la statale Adriatica, corso Umberto di Montesilvano e la via Vestina. Un tragitto impegnativo, lungo il quale l’autobus raccoglie l’umanità più svariata, e non è affatto infrequente che in mezzo a chi torna a casa dopo una giornata di lavoro capiti anche qualche malintenzionato. Una scena, quella di sabato sera, affatto infrequente sul 38. Lo sanno bene gli autisti e i viaggiatori abituali, soprattutto quelli delle ultime corse serali, quando l’autobus diventa un ricettacolo di ubriaconi che vomitano vino a terra e poi ricominciano a bere dalla bottiglia. A molestare la ragazza, sabato scorso, è stato un giovane di scarsi venti anni, che prima aveva rivolto le sue «attenzioni» verso un uomo che si trovava a qualche centimetro da lui. Anche in questo caso aveva iniziato a soffiare sul collo del malcapitato, destando però una reazione tutt’altro che intimorita. Scoraggiato dalla promessa di una legnata in testa, si è spostato e se l’è presa con la ragazza che all’inizio, come ha raccontato dopo, non aveva neanche capito cosa stesse succedendo. Quando ha sentito le mani sui fianchi, però, ha realizzato che non si trattava del contatto casuale dovuto al sovraffollamento dell’autobus o alle manovre. In sua difesa sono intervenute le persone che erano accanto, compreso l’uomo che in precedenza aveva ricevuto le attenzioni del maniaco. Visto come si stavano mettendo le cose il ragazzo ha pensato bene di filarsela considerato che l’autobus, nel frattempo, si era fermato per far scendere altri viaggiatori, inseguito solo dalle parolacce dei presenti. Questo, di solito, accade a sera molto inoltrata, quando sull’autobus ci sono poche persone che non possono non ascoltare e che incrociano le dita sperando di arrivare a casa sani e salvi e di non essere seguiti, una volta scesi. A rendere il mezzo particolarmente affollato sabato scorso, probabilmente, anche la circostanza della giornata pre-festiva e il ritardo di circa venti minuti portato dall’autobus, che ha fatto sì che sul percorso si accumulasse un numero piuttosto consistente di persone in attesa. Una brutta avventura, per la ragazza, finita senza gravi conseguenze, ma resta il problema sollevato da numerosi viaggiatori della sicurezza a bordo del 38. «Ci vorrebbe la presenza fissa di un’agente - ha detto un’altra ragazza intervenuta prontamente per difendere la vittima delle molestie - soprattutto dopo una certa ora, perché viaggiare sul 38 sta diventando sempre più problematico, per non dire rischioso». In effetti di episodi spiacevoli è piena la «letteratura» del 38, dai borseggi alla mano morta, alla presenza di piccoli spacciatori che, senza alcuna remora, si scambiano impressioni circa la loro permanenza al carcere di San Donato, raccontando con dovizia di particolari i momenti e i motivi dell’arresto. Oppure, alla presenza di personaggi che urlano e danno fastidio, e che magari in preda a sostanze psicotrope inveiscono promettendo massacri nei confronti di non meglio identificati nemici.

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