Mercato del lavoro. Il premier: gli italiani sono ancora con noi
ROMA. La riforma del lavoro è «bilanciata» e porterà occupazione. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante il suo viaggio in Medio Oriente, difende il disegno di legge, sottolineando che «il mercato del lavoro sarà molto più flessibile a beneficio delle imprese, e meno dualistico».
Una risposta alle critiche di Confindustria, ma anche un modo per presentare all’estero l’Italia come Paese affidabile su cui vale la pena di investire. «Abbiamo adottato misure mai prese da precedenti governi che ci stanno aiutando a trascinare l’Italia fuori dalla zona a rischio», sostiene il premier. E gli italiani, aggiunge, sono dalla parte del governo: «Il consenso è sceso gradualmente e in misura modesta. Più lentamente rispetto ad altre entità» nonostante «le dure misure prese». La riforma del lavoro, afferma il premier, «è impostata sull’equità», va nella direzione dell’aumento dell’età pensionabile a 67 anni e, assieme a un ampio pacchetto di liberalizzazioni, «ridà credibilità sui mercati all’Italia».
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, intanto, dichiara che l’impianto della riforma non deve cambiare, ma il governo è disposto ad accogliere «buone modifiche in Parlamento». Monti, però, ieri sera, parlando al Cairo del ddl, ha assicurato: «Nessuna incertezza».
E rispetto ai possibili interventi sul testo scoppia la polemica tra Pd e Pdl, che sostengono il governo tecnico. Il Pd teme una fase di richieste al ribasso sui contenuti principali. «Spero che sul ddl non si sviluppi una battaglia di retroguardia per bilanciare il passo avanti sull’articolo 18 e avere in cambio ulteriore flessibilità del lavoro», afferma Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro: «Le politiche del centrodestra hanno aumentato la flessibilità in modo eccessivo trasformandola in precarietà». Dura la replica di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato: «Non ci facciamo certo dettare l’agenda da un signor nessuno come un tal Damiano. La legge sul lavoro cambierà per evitare l’aumento della disoccupazione che sarebbe causato dalla ricetta tecnici-Bersani-Cgil».
Domani, intanto, partirà l’iter parlamentare. L’ufficio di presidenza della commissione Lavoro di Palazzo Madama preparerà il calendario delle tappe. Il ddl (circa 70 articoli) potrebbe arrivare in aula entro due mesi per il primo via libera, annuncia il presidente della commissione, Pasquale Giuliano (Pdl). La commissione probabilmente convocherà sindacati, Confindustria e giuslavoristi. E, sempre domani, le imprese si riuniranno in un vertice straordinario per trovare una posizione comune contro le modifiche apportate al testo.