PESCARA. Riprende stamattina il processo per la presunta evasione fiscale da 90 milioni di euro che vede imputato l’imprenditore degli aerei Giuseppe Spadaccini e altre 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere ed evasione fiscale. A margine dell’udienza precedente, l’avvocato che difende Spadaccini aveva depositato una richiesta di dissequestro di conti correnti e quote societarie del suo assistito e, a pronunciarsi, non necessariamente oggi, sarà il giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis. Per il titolare dell’inchiesta, il pm Mirvana Di Serio, l’imprenditore Spadaccini «è stato il promotore, l’organizzatore e il capo dell’associazione» che, dal 1999 al 2008, avrebbe consentito un’evasione fiscale attraverso società fittizie in Portogallo. Sempre per l’accusa quelle società formalmente con sede a Madeira erano state costituite per emettere fatture per operazioni inesistenti per circa trenta milioni di euro. Il denaro illecitamente acquisito veniva, poi, reimpiegato sia all’estero che in Italia per l’acquisto di beni.