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Pescara, 05/04/2026
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Data: 11/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «Riduzione delle tasse? Ne parleremo dopo giugno». Saranno decisivi i bilanci Asl e il contenzioso con il Governo

PESCARA - Il macigno del debito sulla sanità ridotto del 44% dal 2008 ad oggi, con un avanzo di circa 61 milioni di euro messo a segno nel 2011. Ma per il governatore Gianni Chiodi non basta per uscire dal commissariamento, come chiedono le opposizioni: «Se dipendesse da me lo farei subito, non pensiate che fare il commissario porti consenso, perché sei costretto a dire sempre di no, mentre chi fa i debiti accontenta tutti. Mi dimetterò quando lo chiederanno il Governo nazionale e la Conferenza delle Regioni, il commissariamento sarà tolto una volta raggiunti gli obiettivi di qualità che ci siamo fissati».
Chiodi torna sulla madre di tutti i problemi, forte della certificazione ottenuta al Tavolo di monitoraggio nazionale sulla sanità al quale siede anche il Ministero dell'Economia: «I dati sono ufficiali e controllati da soggetti terzi. Un avanzo di quasi 61 milioni di euro non si era mai registrato nella storia dell'Abruzzo e la politica può contestare tutto, può dirci se abbiamo fatto bene o male, ma le cifre sono insindacabili».
La promessa è adesso quella di utilizzare il risanamento dei conti per ridurre la pressione fiscale, ma tanto Chiodi che l'assessore regionale al Bilancio, Carlo Masci fanno sapere che occorrerà aspettare il mese di giugno, quando arriverà il consuntivo delle singole Asl, per sapere con esattezza su quali somme la Regione potrà contare. Anche perché c'è ancora da risolvere il contenzioso con il Governo Monti, che ha impugnato alla Corte Costituzionale il dirottamento di 23 milioni di euro (destinati in un primo momento a sanare il vecchio debito della sanità) sulla Finanziaria regionale del 2012 per coprire le spese del trasporto pubblico e del sociale. Si tratta di somme accumulate nel biennio 2010-2011 attraverso l'aumento del bollo auto e dell'accisa sui carburanti, che secondo l'interpretazione del Governo non potevano essere sbloccate prima della certificazione del risanamento dei conti delle Asl, che avverrà come detto soltanto in giugno. Un passaggio formale più che sostanziale, che la Regione avrebbe comunque disatteso pur di non tenere immobilizzate queste importanti risorse. Ora la speranza è che il Governo rinunci al contenzioso e su questo sarebbe arrivato qualche segnale confortante dal Tavolo di monitoraggio del 4 aprile scorso. «Altrimenti -ha spiegato Masci- faremo valere le nostre ragioni di fronte alla Corte Costituzionale».
Intanto Chiodi fa sapere che il tesoretto di quasi 61 milioni di euro accumulato nel 2011 sarà comunque utilizzato per gli investimenti nella sanità. Uno dei nodi critici resta quello della mobilità passiva, che alla data del 2010 aveva già accumulato un disavanzo di 71 milioni di euro. Chiodi ribalta così le accuse che arrivano dalle opposizione: «Nel 2005, e cito questa data perché a governare era il centrodestra e non potranno accusarmi di faziosità, la mobilità passiva non esisteva ma la Regione aveva un debito sanitario di 450 milioni di euro. Si tratta di un vecchio cavallo di battaglia della sanità privata che dice: date più soldi a noi e la mobilità passiva si riduce. Ma cosa sono 71 milioni su un bilancio di 2,5 miliardi di euro? Io ne ho recuperati 60 solo con la gara unica sulla spesa farmaceutica. Come vedete, si tratta di un buon pretesto per riproporre vecchi schemi del passato».

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