De Sanctis risponde agli attacchi dei commercianti contro i giovedì senz’auto
PESCARA. «Sul problema inquinamento ci sono due punti fermi: il rispetto della legge e l’impossibilità di alcuno a decidere della salute altrui». Augusto De Sanctis del Wwf commenta così gli attacchi che i commercianti hanno fatto in questi giorni ai provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico.
I dati dell’Arta non lasciano dubbi: la qualità dell’aria a Pescara e dintorni va da appena accettabile a scadente e addirittura pessima. La centralina che rileva le quantità più preoccupanti di polveri sottili e benzene è quella di Santa Teresa di Spoltore, seguita da quella in viale Bovio, ma non va meglio in via Firenze e via Sacco. Rimangono senza monitoraggio altre vie cittadini dove i residenti lamentano un alto tasso di smog, come via Chieti, via del Circuito, via Ferrari. Una situazione che secondo gli ambientalisti va affrontata in modo più strutturale, senza demonizzare però «le piccole iniziative come i giorni senz’auto», contestati da commercianti e associazioni di settore che lamentano una consistente perdita di utili nelle ore di blocco del traffico.
«Non si può ridurre tutto ai giovedì con o senza auto», afferma De Sanctis, «questa è una cosa che si può migliorare, ma come Wwf siamo favorevoli ad ogni iniziativa che riduca anche in modo microscopico l’inquinamento. Gli interessi dei commercianti sono legittimi ma di parte. Di fronte ci sono altri diritti, come quello alla salute, che devono venire prima di tutto il resto. E non lo dice il Wwf», sottolinea De Sanctis, «ma le norme italiane ed europee che ci siamo dati e che dobbiamo rispettare».
Secondo il Wwf, si tratta prima di tutto di un fatto culturale. «Non si cambia da oggi a domani, ci vuole tempo. All’inizio i commercianti erano contrari alla chiusura al traffico delle vie del centro», ricorda, «e lo sono stati per anni prima di accorgersi che stavano sbagliando. Noi siamo sicuri che tra cinque anni quello che diciamo sarà realtà, ma il tempo passa e nel frattempo ci saranno morti e malati».
Se i superamenti dei limiti di Pm10 continuano a crescere, quello che spaventa è anche la quantità di queste polveri nell’aria. «Occorrono interventi radicali perché a 70-80 microgrammi di polveri al metro cubo la gente va in ospedale, i bambini asmatici hanno crisi. Senza contare i danni nel medio-lungo periodo», spiegano dal Wwf, aggiungendo che «non c’è una soglia minima sotto la quale si può stare in sicurezza, il numero di 35 superamenti l’anno è solo un compromesso, ci si ammala anche a percentuali più basse».
Il Wwf spiega come le città che hanno risolto il problema della mobilità abbiano anche i centri più frequentati e una migliore qualità della vita. Poi De Sanctis commenta la proposta del consigliere Pdl Armando Foschi di chiamare i cittadini ad un referendum sullo smog: «Non occorre un referendum ma assemblee pubbliche, perché la partecipazione non può sorpassare la legge».