PESCARA Mini stangata di primavera per chi va in autobus. Dopo due anni di rinvii e polemiche, la Regione ha deciso di ritoccare le tariffe dei mezzi pubblici: da domenica scatterà l’aumento del dieci per cento del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti degli autobus urbani ed extraurbani. Il rincaro riguarderà soltanto le corse che ricevono finanziamenti regionali: quelle gestite da privati (come per esempio i collegamenti su gomma tra Pescara e Roma) non sono vincolate al ritocco e le società concessionarie dunque potranno decidere le tariffe in piena autonomia. La Regione Abruzzo ha deciso di ricorrere all’aumento in seguito al lievitare del prezzo della benzina e alla crescita dei costi di gestione e di manutenzione dei mezzi. In altre parti d’Italia - dicono alla Regione - i rincari sono partiti da più di un anno con percentuali che toccano in alcuni casi anche il trenta e talvolta il cinquanta per cento. Gli aumenti adesso incideranno sulle corse cittadine e sui collegamenti tra paesi vicini. Il rincaro non riguarderà gli ultrasessantacinquenni (per gli abbonamenti annuali nominativi, sia nell'area metropolitana di Pescara dove c’è il biglietto unico sia nel resto della regione) e non toccherà neppure chi denuncia un reddito inferiore ai diecimila euro (prima il limite era di seimila e cinquecento euro). Altra novità è la possibilità per tutti (e non solo dunque per i lavoratori e gli studenti) di richiedere l'abbonamento nominativo a tariffa agevolata, dopo aver acquistato una tessera annuale da cinque euro. In questo modo la Regione cerca di venire incontro ai pendolari, a difesa dei quali si erano schierati i sindacati. I provvedimenti sono stati infatti assunti di concerto da Regione, imprese, sindacati e associazioni dei consumatori nel Tavolo di monitoraggio, voluto dall'assessore Giandonato Morra. I sindacati e le associazioni si sono battuti per ottenere l'innalzamento della quota di reddito sotto la quale non scattano gli aumenti. Da seimila e cinquecento euro la quota appunto è salita a diecimila euro: chi denuncia un guadagno pari o inferiore a questa cifra non subisce l'incremento del prezzo del biglietto né quello dell'abbonamento. Con queste agevolazioni si è cercato di limitare l’impatto di una manovra giudicata ormai non più rinviabile visto il lievitare dei costi di esercizio delle imprese del trasporto pubblico locale. Una prima verifica tra le parti si avrà tra due mesi. Un arco di tempo durante il quale dovrebbe anche andare in porto la riforma del settore, con la tanto attesa fusione delle tre società pubbliche su gomma (Arpa, Sangritana e Gtm). La legge c’è già, bisogna adesso soltanto metterla in pratica.