Il leader Cgil lancia l'allarme: ddl e testo approvato dal governo sono diversi. Il Parlamento migliori la legge. Fornero difende "equilibrio" della riforma. Napolitano: "Provvedimento sia trasparente e crei maggiore occupazione per giovani"
Il governo è disponibile a introdurre "miglioramenti" nella riforma del mercato del lavoro, purché "non ci siano arretramenti". Torna a parlare il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in Commissione al Senato dove è arrivato il provvedimento. La riforma ha rappresentato "un buon equilibrio", ribadisce. "Credo si possa migliorare - così il ministro -, ma credo che non sarebbe utile per il paese fare operazioni di bilancino all'indietro. Si possono fare cambiamenti per migliorare complessivamente la riforma ma non per farla arretrare". Sottolinea quindi che, sulla flessibilità in entrata, l'esecutivo è "disposto a riconoscere" i casi di interpretazione poco corretta. "La riforma è importante per il paese ma il governo non ha la pretesa di sapere tutto - specifica -, non è un testo definitivo. Può essere modificata mantenendo gli equilibri complessivi senza possibilità di arretramento".
Dal leader della Cgil, Susanna Camusso, arriva però un’altolà a interventi che peggiorino il testo nella parte che riguarda precarietà e flessibilità d’ingresso nel lavoro. Anzi, Camusso osserva come sia “straordinariamente grave” che “tra il testo licenziato dal Consiglio dei ministri e il testo del disegno di legge” ci siano “molte differenze che non ci hanno convinto, c'è stato un significativo arretramento sui temi della precarietà e delle forme di ingresso”. Il segretario generale della Cgil – in una dichiarazione raccolta dall’Ansa a margine di un’iniziativa a Bari – ha detto che il sindacato solleverà la questione nel corso dell’audizione al Senato, in serata. Camusso boccia anche “la soluzione rispetto agli ammortizzatori che - spiega – tradisce l'idea di universalità che pure il governo aveva sostenuto”. “Penso che il Parlamento debba provare a vedere - ha proseguito - se su questi temi costruisce dei punti di avanzamento”. “Ovviamente - ha detto ancora - ciò che non può succedere e che sentiamo dire dalla associazioni delle imprese è che, siccome loro volevano più licenziamenti, a fronte del fatto che non ci sono più licenziamenti ci deve essere di nuovo precarieta”.
E oggi è arrivato il nuovo intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'obiettivo della legge deve essere creare occupazione, soprattutto per i giovani. "C'è urgente bisogno di dare maggiore attenzione al disagio sociale - queste le sue parole -, che risulta chiaramente dai dati". Disagio che coinvolge la famiglia, i nuovi poveri e i giovani non occupati. Per il Capo dello Stato è un fenomeno che "non può non allarmarci", pertanto "se ne tenga conto in Parlamento al momento in cui si discuterà la riforma del mercato del lavoro". Il testo dovrà essere "trasparente, efficiente e regolato per creare le condizioni per una maggiore occupazione tra i giovani".
In ogni caso, non è la riforma di Monti-Fornero a far rialzare lo spread. Lo assicura il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Non pesa la riforma del lavoro, specifica, ma "due cose fondamentali che si chiamano Germania e Spagna a cui si sono aggiunti i dati non buoni di Usa e Cina". Lo afferma il titolare del dicastero, a margine di un convegno della Confindustria.