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Data: 12/04/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
I treni notte ripartono? Da Palermo arriva la smentita

Prima l'anticipazione del quotidiano Metro: dal 12 giugno tornano le tratte Milano-Lecce, Milano-Palermo e Torino-Lecce. Poi lo stop dalla Sicilia: nessuna novità al tavolo della vertenza Fs/Servirail. "Aprire un confronto nazionale è l'unica soluzione"

A pochi mesi dalla cancellazione dei treni a lunghissima percorrenza che collegavano Milano e Torino alla Sicilia ci sarebbe un inaspettato dietrofront: dal 12 giugno ripartiranno tre tratte, Milano-Lecce, Milano-Palermo e Torino-Lecce. Lo scrive oggi (11 aprile) il quotidiano Metro. Dalla Sicilia però non arrivano buone notizie: nessuna novità nella vertenza Fs/Servirail, ovvero i treni notte che partono da Palermo, come riferisce in serata il sindacato.

Secondo Metro, la conferma della riapertura dovrebbe arrivare a giorni da Ferrovie dello Stato, che intanto - riporta il giornale - precisano: "Non siamo stati noi a cambiare idea. Stiamo parlando di un servizio universale, non di una tratta commerciale, e quindi il nostro committente, in questo caso il ministero del Tesoro, ci ha chiesto questo ripristino".

Sempre stando a quanto riporta Metro, gli accordi stipulati prevederebbero anche la riassunzione entro la fine di aprile dei 152 lavoratori ex Wagon Lits che in Lombardia si occupavano dei servizi a bordo e delle manutenzioni su treni notturni a lunga percorrenza e di vagoni letto. "Il condizionale è d’obbligo - scrive Metro - e infatti i lavoratori sono ancora al binario 21 della stazione milanese in presidio permanente".

Nel pomeriggio arriva la smentita, almeno per la tratta Milano-Palermo. Nessuna buona novità, come per altro temuto dalle organizzazioni sindacali, al tavolo palermitano della vertenza Fs/Servirail. Assente il responsabile delle risorse umane di Fs, il compito di rappresentare l’azienda è stato demandato a un dirigente regionale, “che fino a oggi non aveva mai preso parte alla trattativa e con scarsa se non nulla autonomia decisionale”, osserva il segretario generale della Filt Cgil di Messina, Pino Foti. Che prosegue: “Il dirigente ha subito evidenziato come l’unico risultato certo a oggi è il ripristino di un treno a lunga percorrenza per Milano, realizzato però sopprimendo uno dei tre per Roma. Nessuna possibilità poi per un eventuale riassorbimento del personale ex Servirail per il quale Fs è tornata a indicare la strada della ricollocazione nell’indotto dei servizi di pulimento”.

Forte l’irritazione dei sindacati che hanno chiesto il trasferimento della vertenza al livello nazionale. “Solo da un tavolo nazionale potrebbero nascere condizioni per ripristino dei treni a lunga percorrenza. Non si comprende infatti come mai, pur essendo Fs azienda a totale capitale pubblico, continui a muoversi su logiche strettamente commerciali e non politiche – osserva il dirigente della Cgil –. Spetta al governo oggi stabilire un’inversione di rotta sulle scelte di dismissione di Fs in Sicilia e nel Mezzogiorno”.

Anche l’assessore Russo, che sin dall’inizio della mattinata aveva evidenziato l’esigenza di un ripristino dei treni sostanziale e non di facciata, ha inviato una nota formale a Fs per ribadire l’esigenza dell’apertura di un tavolo nazionale e contestualmente ha scritto al presidente della Regione Lombardo chiedendo l’adozione di misure urgenti a sostegno del reddito dei lavoratori coinvolti nella soppressione dei treni.

“Con l’incontro odierno, Fs, come nel gioco dell’Oca, ci ha riportato alla casella di partenza dicendo che per la Sicilia non c’è nulla – conclude Foti –. Oggi più che mai appare chiaro come i politici che ci rappresentano non hanno alcun peso decisionale, ma si limitano a far filtrare indiscrezioni e notiziole. I lavoratori Servirail, delle vertenze collegate e più in generale i siciliani, hanno invece bisogno che questa vertenza diventi nazionale, la vertenza di una regione che non può essere lasciata senza treni, scollegata e arretrata rispetto al resto del paese”.

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