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Data: 13/04/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
Per il governo gli esodati sono 65mila. Cgil, da governo dati sballati

La nota del ministero del Lavoro: "Le persone complessivamente interessate sono circa 65mila. L'importo già individuato con la riforma delle pensioni è sufficiente per rispondere a tutte le esigenze. Non ci sono risorse aggiuntive"

Gli esodati sono 65mila secondo il ministero del Lavoro. E' quanto si apprende dalla nota diffusa stasera (11 aprile) dal dicastero. Questa a - loro giudizio - sarebbe la platea delle persone che, dopo la riforma delle pensioni, si trova senza reddito né pensioni. E le risorse già contenute nella riforma sarebbero "adeguate a corrispondere a tutte le esigenze".

"Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero - si legge nella nota - ha ricevuto oggi i risultati dell’analisi compiuta dal tavolo tecnico istituito per le problematiche relative ai cosiddetti 'salvaguardati' (ovvero gli esodati, ndr). Il lavoro dei tecnici è stato guidato dall’obiettivo di evitare che lavoratori in prossimità del pensionamento si trovino senza reddito e senza pensione, nonché ispirato dai criteri della trasparenza e dell’equità, al fine di evitare disparità di trattamento fra situazioni analoghe".

Poi il comunicato prosegue: "Il tavolo ha consentito di accertare che il numero di persone complessivamente interessate è di circa 65mila e pertanto l’importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive. Tale importo era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto Milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista".

Il ministro Fornero, specifica, "ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta a una situazione di comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo".

Nelle prossime settimane è previsto un previsto decreto ministeriale. Il ministro, conclude la nota, "sta altresì valutando, per specifiche situazioni e con criteri analoghi, l’ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a lavoratori interessati da accordi collettivi stipulati in sede governativa entro il 2011, comunque beneficiari di ammortizzatori sociali finalizzati all’accompagnamento verso la pensione, di accedervi secondo le previgenti regole".


Esodati: Cgil, da governo dati sballati

ll governo scherza con il fuoco. Si confermano infatti i dati che erano contenuti in manovra che come sa bene lo stesso governo si riferiscono ad una sola delle tipologie di lavoratori senza stipendio e senza pensione. La Cgil conferma la sua posizione: va trovata una soluzione per tutti coloro che sono senza pensione e senza reddito e la lotta continuerà fino a questo risultato. La manifestazione di domani sarà una prima grande risposta”. Lo afferma Vera Lamonica che commenta i dati forniti dal Ministero del lavoro sugli esodati:

“Se fossero veri questi dati di oggi – continua Lamonica – non si capirebbe perché si è voluto tenere per mesi l'intero paese in ansia, non si capirebbe il lungo lavoro del parlamento sul milleproroghe, e non si capirebbero le esternazioni continue dello stesso governo su questo tema. Ma se fossero vere queste cifre, dovremmo anche dire che le migliaia di lavoratori e lavoratrici che si sono rivolti al sindacato non sono reali. Sono solo dei fantasmi”.

A questo punto, dice ancora la dirigente della Cgil, che cosa dice l'Inps. “E' anche ben strano infatti che proprio ieri l'Inps, in sede di commissione parlamentare, abbia dato una cifra molto diversa (130 mila) di quella fornita oggi dal ministero”. “Il dubbio – dunque – è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e in sostanza non si voglia risolvere il problema. E forse non si vuole risolvere il problema perché si dovrebbe ammettere di aver fatto una riforma delle pensioni sbagliata e superficiale”.

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