LA POLEMICA Il Pd vuole vedere gli atti dell’avviso
PESCARA. «Mi spiace per la posizione assunta dal comandante Emidio Isidoro in merito alla nomina eseguita all’interno del consiglio d’amministrazione della Saga, comandante che si è lasciato probabilmente coinvolgere dall’enfasi della polemica politica che nulla ha a che vedere con l’onorificenza, il Ciattè d’Oro, che, come sindaco di Pescara, ho inteso attribuirgli».
Così il primo cittadino Luigi Albore Mascia risponde al comandante Isidoro che si era lamentato per essere stato escluso dalla nomina all’interno del cda della società che gestisce lo scalo aeroportuale di Pescara, annunciando di voler riconsegnare il Ciattè d’Oro.
«L’assegnazione del riconoscimento», aggiunge Mascia, «nasceva dalla volontà di ringraziarlo dell’onore che, come pilota d’aerei, aveva dato a Pescara salvando centinaia di vite in un atterraggio d’emergenza. L’assegnazione della nomina quale componente del consiglio d’amministrazione della Saga riposa, evidentemente, su motivazioni e requisiti professionali diversi. Ma sarà un piacere per me incontrare il comandante Isidoro che purtroppo non ho più avuto modo di incontrare, vedere o sentire da quel 10 ottobre di tre anni fa, quando gli conferii personalmente il riconoscimento. Polemiche evidentemente vuote e strumentali che come sempre sono generate dalla politica la quale sa bene che quella è una nomina fiduciaria, e già questo sarebbe sufficiente a spegnere la discussione».
Discussione che invece evidentemente deve andare avanti secondo il gruppo consiliare del Pd in consiglio comunale che ha inoltrato una richiesta scritta per la pubblicazione sull’albo pretorio degli atti dell’avviso pubblico: «Non ci permettiamo neanche di pensare, come invece ci ha espressamente chiarito il portavoce del sindaco Foschi, che molti dei componenti dell’attuale consiglio di amministrazione della Saga non siano competenti e, tra questi, ci permettiamo ricordare al collega Foschi, che Becci, e Angelucci siedono in quel Cda perché ai vertici rispettivamente di Camera di Commercio e Confindustria e solo in quella veste hanno titolo di rappresentare le istanze delle organizzazioni che presiedono. Ciò che invece pensiamo oggi ancora più di quanto per circostanza casuale siamo venuti a conoscenza della nomina effettuata da Mascia nel Cda sopra citato, è che la vicenda è imbarazzante, vergognosa e offende la dignità stessa della istituzione che Mascia e Foschi dovrebbero rappresentare. Crediamo che, senza alcuna volontà di ledere la dignità personale del nominato né la sua competenza tecnico-professionale acquisita in anni di rispettabile impegno lavorativo, sia giusto appellarsi a Rocco Leonelli affinchè sia lui con una propria determinazione volitiva a rimettere l’incarico ricevuto atteso che chi avrebbe dovuto, una volta colto con le mani nel sacco, scusarsi e tornare indietro, ha scelto invece la strada dell’arrampicarsi sugli specchi con argomentazioni risibili ed inaccettabili».