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Pescara, 15/06/2026
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Data: 13/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Gli esodati sono 65 mila» I sindacati: cifre sballate, il governo scherza col fuoco

Il ministero ridimensiona il dato dell’Inps che aveva parlato di 130 mila persone

ROMA. Dopo mesi di incertezza finalmente il governo ha comunicato i dati sul numero dei lavoratori esodati. Sono circa 65 mila quei cittadini che hanno lasciato il lavoro con incentivi e accordi aziendali ma che non possono andare in pensione per l’innalzamento dell’età determinato dalla riforma Fornero. Ora il governo assicura che l’importo finanziario è «adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive». Si tratta solo dei lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione con le vecchie regole entro i prossimi 24 mesi.
I sindacati reagiscono con parole di fuoco, proprio alla vigilia della manifestazione nazionale che si svolgerà oggi a Roma e che vedrà la partecipazione di Camusso, Bonanni e Angeletti. I dati, denuncia la Cgil, «sono sballati e il governo scherza col fuoco. Il dubbio è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e non si voglia risolvere il problema». Per la Cgil bisognerebbe avere il coraggio di «ammettere di aver fatto una riforma delle pensioni sbagliata e superficiale». Forte allarme dalla Cisl: gli esodati «sono purtroppo molto più numerosi». Il ministero e il governo «sbagliano a minimizzare questo problema» e si creano «seri rischi per la coesione sociale condizione necessaria per un Paese che deve tornare a crescere». Bonanni conferma: il numero reale è molto più elevato, di decine di migliaia.
Il ministro del Lavoro sta valutando l’ipotesi di un intervento normativo per trovare soluzioni che consentano a questi lavoratori di accedere alla pensione secondo le vecchie regole. Ma allora perché, non si è risolto subito il problema? si è chiesto il senatore del Pd, Achille Passoni.
Argomento ripreso da Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, secondo la quale «se fossero veri questi dati non si capirebbe perchè si è voluto tenere per mesi l’intero Paese in ansia, non si capirebbe il lungo lavoro del Parlamento sul milleproproghe e non si capirebbero le continue esternazioni del governo su questo tema». Ma per la Cgil è anche «ben strano che proprio mercoledì l’Inps, in sede di commissione parlamentare abbia dato una cifra molto diversa (130 mila) di quella fornita dal ministero. Il dubbio è che si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e non si voglia risolvere il problema».
Oggi Cgil, Cisl e Uil, con l’adesione delle Acli e di altre forze sociali e politiche, terrà a Roma una manifestazione nazionale unitaria. L’obiettivo è riaprire il capitolo pensioni - la cui riforma è stata varata senza confronto - con riferimento agli e sodati e alle ricongiunzioni onerose «lascito del governo Berlusconi, confermato dall’attuale».

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