«MA QUALE Grande Fratello? I Cobas vogliono farci spegnere le paline informative, vogliono tornare a un'azienda che se ne infischia dei diritti dei passeggeri». Questa la replica del presidente Ataf, Filippo Bonaccorsi, alla decisione dei Cobas di presentare due esposti contro le presunte violazioni commesse dall'azienda attraverso il sistema Avm, tecnologia avanzata che permette di localizzare e monitorare gli autobus. Bonaccorsi fa anche appello al senso di responsabilità delle altre sigle sindacali, perché firmino l'accordo per l'uso dell'Avm, «come già accaduto in altre aziende toscane». «Firmeremo l'accordo - commenta Americo Leoni, della Faisa Cisal - solo quando sarà inserita la clausola sociale nel bando per la privatizzazione di Ataf». Su questo, proprio ieri, è arrivato un impegno dai Comuni soci proprietari dell'azienda, che hanno incontrato i sindacati e hanno annunciato che si riuniranno quanto prima per garantire le tutele ai lavoratori anche quando arriverà il privato in Ataf. Un impegno per la clausola sociale, questa volta da inserire nella gara unica per il tpl, è arrivato anche dall'assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, che ha rinviato al 16 aprile l'incontro previsto ieri in Regione. E ieri, come annunciato, sotto la sede di via di Novoli, Cgil, Cisl, Uil, Faisa hanno organizzato un presidio, anche a sostegno del reintegro in Autolinee Toscane dell'autista licenziato per riduzione del servizio. Tra gli striscioni, quelli degli operai della Lazzi che protestano contro il trasferimento dell'officina.