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Pescara, 05/04/2026
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Data: 13/04/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Transazione da 45 milioni con il Miulli Vendola indagato con Tedesco e Fiore

Nuova tegola per il governatore della Puglia
Indagato anche il vescovo di Altamura

BARI - Nuova tegola giudiziaria sul governatore della Puglia, Nichi Vendola. Dopo aver ricevuto, in qualità di indagato, l'avviso di conclusione delle indagini per concorso in abuso d'ufficio (avrebbe favorito la nomina di un primario all'ospedale San Paolo), Vendola risulta indagato anche per la transazione da 45 milioni non conclusa tra Regione Puglia e l'ospedale «Miulli» di Acquaviva delle Fonti. I reati ipotizzati dalla procura di Bari sono abuso d'ufficio, peculato e falso.

LA VICENDA - Al centro dell’inchiesta della pm Desirèe Digeronimo c’è una transazione che ha ricevuto il parere favorevole dell’Avvocatura regionale nonostante quello contrario espresso sia dall’Ares (azienda sanitaria regionale) che del dirigente dell’assessorato. Tale accordo sarebbe servito a chiudere un contenzioso amministrativo da 80 milioni. Il «Miulli» aveva presentato ricorso al Tar per chiedere il ripiano dei 42,6 milioni di disavanzo maturati dal 2002 al 2007. L’ospedale sosteneva di essersi indebitato per costruire la nuova sede con fondi propri (76 milioni fino a fine 2008) perché non aveva potuto utilizzare i fondi pubblici destinati all’edilizia sanitaria. In pratica il Miulli sosteneva che le spese sarebbero state maggiori rispetto ai rimborsi della Regione per le prestazioni sanitarie.

IL VESCOVO - Tra gli indagati ci sono anche gli ex assessori alla sanità Alberto Tedesco e Tommaso Fiore. «Si tratta di un atto transattivo del 2009 - spiega Fiore - sul quale il Consiglio di Stato si deve ancora esprimere». Indagini anche sul vescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, monsignor Mario Paciello e don Mimmo Laddaga, direttore dell'ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva.

LA REAZIONE - Dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. «Qualche ora fa ho ricevuto la notifica di una richiesta di proroga di indagini da parte del GIP di Bari. Si tratta di un procedimento penale del quale non avevo mai avuto alcuna notizia. Dal tenore dell’atto non sono in grado di capire ciò che mi sarebbe addebitato, ma, considerati i nomi coinvolti, deduco che si tratti di questioni relative all’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Sono rammaricato - continua Vendola - di aver ricevuto solo oggi questa notizia, perché se la stessa mi fosse stata comunicata appena ventiquattrore prima, come è nel mio costume, avrei potuto informare la stampa e l’opinione pubblica in una unica soluzione. Quanto al merito, se per il prof. Sardelli mi si addebita di aver fatto vincere il migliore, qui per davvero non riesco ad immaginare nulla che possa riguardarmi, e tuttavia riserverò a questo secondo appuntamento, come nel mio stile e nella mia cultura, il medesimo impegno e la medesima serenità che si deve al lavoro della Magistratura. Ribadisco tuttavia la mia totale assoluta estraneità a fatti che sono al di là di ogni mia immaginazione. Spero che la vulgata del non c’è due senza tre - passa e chiude il governatore - non mi riproponga l’ulteriore amarezza di nuove comunicazioni per addebiti che sento sinceramente e convintamente molto lontani dal mio modo di essere».

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