PESCARA Contribuenti abruzzesi tra i più tartassati d'Italia. La media nazionale della pressione tributaria locale, pari a 1.230 euro pro capite, è ampiamente superata dai capoluoghi di provincia della regione: si pagano 1.261 euro a Pescara e 1.253 euro a Teramo. Solo L'Aquila, per via dell'emergenza post-sisma, presenta una tassazione locale più contenuta, pari a 1.054 euro pro capite. Lo studio, realizzato dalla Cgia di Mestre, non fornisce i dati relativi a Chieti. Il carico fiscale, tuttavia, è destinato ad appesantirsi ulteriormente. Il quadro delineato dall'associazione mestrina, infatti, è riferito al 2011 ed è al netto della raffica di aumenti che si è scatenata nel corso dell'anno. Le due manovre d'estate, approvate dal governo Berlusconi, e il decreto Salva-Italia del governo Monti, nel 2012 produrranno un'impennata della pressione fiscale, che passerà principalmente per l'introduzione dell'Imu, estesa anche alle prime case e con un aumento dei moltiplicatori da applicare alla rendita catastale, e per l’aumento dello 0,33% dell’aliquota base dell’addizionale Irpef. Tali misure comporteranno un maggior gettito complessivo di 12,8 miliardi di euro, che finiranno interamente nelle casse dello Stato, costringendo le Regioni e i Comuni che hanno la necessità di recuperare nuove risorse a mettere mano alle aliquote locali. Cresceranno, dunque, i prelievi alla fonte, mentre il livello delle retribuzioni non accenna ad aumentare e il costo della vita sale a ritmo sostenuto. La componente che incide maggiormente sulla pressione tributaria locale è la tassazione regionale, che nel 2011 in Abruzzo ha raggiunto i 743 euro pro capite. Il dato è comunque inferiore alla media nazionale, che si aggira sui 776 euro, nonostante il piano di rientro dal deficit abbia costretto l'amministrazione regionale ad applicare aliquote maggiori. Discorso opposto per le tasse comunali, più salate in Abruzzo che nel resto d'Italia: si pagano 449 euro a Pescara e 435 euro a Teramo, mentre la media del Paese è ferma a 383 euro pro capite. Fa eccezione L'Aquila, con 252 euro pro capite. Più contenuta la pressione fiscale a livello provinciale, che solo a Teramo (74 euro pro capite) presenta un valore superiore alla media nazionale (71 euro pro capite), mentre Pescara e L'Aquila si attestano rispettivamente sui 69 euro e 59 euro pro capite. Lo studio della Cgia restituisce l'immagine di un Paese a doppia velocità.