È iniziato il conto alla rovescia per il passaggio al digitale terrestre in Abruzzo. Lo switch-off inizierà il 7 maggio nelle province di Pescara e Chieti, e nell'area della conca di Sulmona. Il 10 maggio toccherà al comprensorio Teramano, e il giorno successivo a quello Aquilano. Tra il 14 e il 15 maggio, infine, sarà la volta della Marsica e dell'Alto Sangro. Il Garante per le comunicazioni ha predisposto tutte le operazioni, ma a meno di un mese dal passaggio epocale i problemi non mancano e la vasta area che riceve il segnale dai ripetitori di San Silvestro rischia il caos. Il sito pescarese genera emissioni elettromagnetiche superiori alla norma e l'AgCom lo ha escluso dal Piano Nazionale delle Frequenze. La soluzione alternativa era stata individuata nella piattaforma in mare, al largo della città adriatica, ma tutto è ancora fermo. Cosa succederà? Difficile prevederlo. Di certo i tempi sono troppo stretti per attrezzare la piattaforma off-shore. Le emittenti televisive, a questo punto, dovrebbero individuare autonomamente altri siti idonei, ma non è da escludere che qualcuno finisca col cedere alle tentazione di continuare a servirsi dei ripetitori di San Silvestro, confidando nell'abusata logica del silenzio-assenso. La situazione è ingarbugliata e la politica non si è dimostrata particolarmente efficiente nell'approntare le soluzioni. Come troppo spesso accade, rischiano di pagare i cittadini. Altri problemi, questa volta di copertura, potrebbero interessare le zone interne della regione e gli utenti serviti dalle antenne più datate. Il digitale terrestre, infatti, offre un segnale particolarmente definito e basta poco per generare interferenze. Il Corecom, nel frattempo, ha avviato una campagna di comunicazione per aiutare i cittadini a familiarizzare con la nuova tecnologia, informandoli sulle operazioni da seguire per non farsi cogliere impreparati. Un ufficio mobile toccherà 63 comuni abruzzesi e 4 centro commerciali.