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Pescara, 05/04/2026
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Data: 13/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Grillo mattatore: potete fidarvi di noi. Il comico in piazza Duomo: i nostri esponenti sono trasparenti e incensurati

AMMINISTRATIVE Il leader del Movimento Cinque stelle in città per sostenere la candidatura di Enza Blundo

L’AQUILA. Non delude, il mattatore Beppe Grillo. La sua performance, sul palco allestito a piazza Duomo, strappa applausi e risate. Il comico genovese gioca ad arte fra comizio politico e talk-show. In città per sostenere Enza Blundo, candidata sindaco del “Movimento 5 stelle”, Grillo si cala totalmente nel ruolo: dispensa consigli ai rappresentanti della lista, li sprona a prendere la parola, li prende in giro, bonariamente. Davanti ai microfoni delle televisioni dice: «Intervistate loro, io posso raccontarvi tutte le balle del mondo, come hanno fatto e faranno i politici che verranno. Ho un imbarazzo terribile a parlarvi, sono qui con un camper e non so chi me l’ha pagato», aggiunge ironicamente. E poi, rivolto alle persone sotto il palco e indicando i candidati: «Guardate bene queste facce: ci siamo noi, voi, i cani, la polizia e l’esercito. Siamo pochi, ma i cambiamenti straordinari li hanno fatti sempre in pochi, non le masse. Vi chiederete: ma chi li conosce? Ebbene, è questo il nostro slogan, meraviglioso. Gli altri li avete conosciuti, noi non siamo un partito, ma un movimento nato in rete, dove ognuno può esprimere la propria opinione. Non facciamo campagne e finti referendum sui rimborsi elettorali, i cinque milioni di euro che ci spettavano li abbiamo rimandati indietro. Questi qui non prendono soldi. Guardateli», aggiunge, «è un miracolo che siano tutti incensurati, risiedono qui, vi conoscono, sono una parte di voi. Sono giovani e inesperti, ma è questa la loro forza, non sanno come truccare i bilanci». E ancora, guardandosi intorno: «Lo so che non credete più a niente, dopo quello che avete passato. Ma senza soldi chi sbaglia va a casa. È chiaro che non ce la faremo a mettere sindaco questa signora», valuta indicando la Blundo. «Io lo spero, ma dobbiamo combattere con lobby pazzesche. Però lei o un altro potrebbero entrare in consiglio comunale, per portare avanti le nostre idee sui referendum e sui bilanci propositivi. La lista della spesa potremmo farla noi, decidere ad esempio se rifare il centro storico oppure l’auditorium di Renzo Piano». Non mancano le battute al vetriolo su governo e politica: il «rigor Montis», la «corruzione endemica», oppure «l’odio sociale che si sta instillando nel Paese, che se è in queste condizioni è perché ci sono i 70enni». Grillo, pensando al terremoto, evoca anche Dio, «che un giorno vi dovrà rendere conto», e lo invita «a scendere giù, in piazza». E quando, qualche minuto dopo, risuona la campana, esclama: «Ecco, l’abbiamo menzionato e fa vedere che c’è». Tra la folla indica Giampaolo Giuliani «che è stato preso per pazzo». In chiusura l’affondo: «A voi la scelta: potete stare con noi, ed è un salto nel buio, oppure di là, e in quel caso sarà un suicidio assistito». È la volta dei candidati, che si presentano uno a uno: la più giovane ha 18 anni e vuole «iniziare a vivere, anziché sopravvivere». Enza Blundo parla «con il buonsenso di una madre di famiglia», e si emoziona: «Siamo una squadra di persone oneste, speriamo che ci sia finalmente la rivolta degli onesti. Riprendiamoci la città, riprendiamoci la vita, perché L’Aquila stava morendo anche prima del sisma. Sogniamo insieme, mettete una croce sul nostro simbolo». E Grillo non si risparmia neanche in questo caso: «Se non lo fate, torno e vengo a prendervi a casa».

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