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Pescara, 05/04/2026
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Data: 13/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Carispaq a Modena, altri no alla fusione. La Cgil invita alla mobilitazione «contro la spoliazione continua del territorio»

I sindacalisti Trasatti e Petrolini «Serve una battaglia contro esuberi, mobilità e trasferimenti in Emilia»

L’AQUILA. Il piano Bper non piace a nessuno. Nuovi no, dal mondo sindacale e politico, alla decisione della Popolare dell’Emilia Romagna di smantellare la direzione generale della Carispaq per trasferirla a Modena. Cento gli esuberi annunciati, la Cgil invita alla mobilitazione.
I sindacati attendono ancora di conoscere i numeri con l’avvio della procedura. Del resto, lo stesso amministratore delegato Luigi Odorici, accompagnato all’Aquila dal capo del personale Giuseppe Corni, ha annunciato per i prossimi giorni il confronto con le organizzazioni sindacali. La Cgil L’Aquila, intanto, attraverso il segretario generale Umberto Trasatti e il segretario provinciale Fisac Fabrizio Petrolini, torna a chiedere la «mobilitazione di tutto il territorio contro l’ennesima spoliazione di questa città». Per i sindacalisti non ci sono soltanto i 100 esuberi «cifra sulla quale occorre fare chiarezza nell’immediato», affermano, «ma anche l’importanza del mantenimento del presidio in questo territorio. Siamo preoccupati soprattutto per la perdita di contatto con la città, del fatto che l’occupazione non è incardinata sul territorio e su questo occorrerebbe un confronto serio. In un momento come questo in cui ci si attende una ripresa sociale ed economica soprattutto in funzione della ricostruzione, il discorso va allargato anche alle opportunità per la banca in quest’area e vogliamo coinvolgere in questo discorso tutte le componenti sociali, economiche e politiche». «Qui da noi», argomenta Trasatti, «l’unica cosa certa è che nei prossimi anni si spenderanno decine di miliardi di euro e questo deve avere un peso affinché si possa arrivare in breve tempo a una modifica sostanziale del piano industriale, con particolare riferimento sia alle sedi decisionali sia all’organizzazione della banca sul territorio perché rimanga una forte identità aquilana. La città, in questa battaglia, dev’essere tutta unita. L’annunciato e temuto ridimensionamento del sistema creditizio in questo territorio sarebbe un paradosso. La battaglia va condotta su più fronti, dagli esuberi, al trasferimento della direzione generale fino alla mobilità. L’Aquila non può subire una cosa del genere. Chiediamo modifiche sostanziali al piano industriale», dice in conclusione il segretario della Cgil. «Abbiamo letto che a maggio ci sarà un nuovo confronto tra Bper, le parti sociali e i livelli istituzionali. Facciamo valere la specificità di questo territorio la cui banca, in passato, ha saputo rispondere alle esigenze economiche, dagli anticipi degli stipendi alle vicende della cassa integrazione del vecchio polo elettronico. Insomma, in tutto quello che era necessario la banca del territorio è stata presente e deve continuare a recitare un ruolo di primo piano. Il che è possibile soltanto mantenendo in città i livelli decisionali e riconoscendo al territorio il ruolo che gli spetta». In casa Fondazione Carispaq, intanto, si è compattato il fronte che sta studiando le contromosse da opporre al contestato piano industriale del gruppo Bper.

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