«Di Venere e di Marte non si sposa e non si parte», dicevano i saggi. E se si considera che ieri il calendario segnava la data di venerdì 13, allora il gioco è fatto. Lasciando da parte le scaramanzie e i vecchi adagi, quella di ieri è stata una giornata decisamente da dimenticare per quella cinquantina di pendolari che si trovavano sul regionale Pescara-Teramo delle 13.12. Sarebbero dovuti arrivare a Teramo alle 14.26, ma la loro corsa si è fermata poco prima, all’altezza di Sant’Atto. Lì il convoglio si è fermato, per ripartire esattamente dopo un’ora, trainato da un secondo mezzo. Direzione Giulianova. E i viaggiatori diretti a Teramo? Ecco, il giorno di ordinaria follia parte proprio da qui. «Abbiamo sentito un forte rumore - racconta uno dei viaggiatori - e a quel punto il treno si è fermato. Abbiamo pensato che fosse una cosa normale, magari un passaggio a livello rimasto aperto». Dopo circa venti minuti è passato il controllore e, alle domande dei passeggeri, la sua risposta è stata all’apparenza convincente: «Tra poco ripartiamo, è andata via la corrente». Comincia l’attesa, che va avanti per circa un’ora. Fino a quando si fa strada tra i pendolari la consapevolezza che quel treno non sarebbe ripartito tanto presto. La conferma arriva poco dopo, quando una voce annuncia che il mezzo è rotto (e questo l’avevano capito tutti) e che presto sarebbe arrivato un secondo convoglio che li avrebbe trainati verso Giulianova. Molti di quei pendolari non ci hanno pensato due volte: sono scesi, nonostante la pioggia, e hanno camminato sui binari, tra le sterpaglie e il fango, alcuni di loro senza ombrelli e con gli abiti di «ordinanza» appena usciti dagli uffici, sporchi di terra. «Una scena davvero surreale - continua il testimone. - Hanno creato un disagio impensabile e non si sono nemmeno preoccupati di mettere a disposizione un autobus». Insomma, 50 pendolari abbandonati al loro destino. Qualcuno di loro ha chiamato un parente o un amico per farsi venire a prendere, altri sono rimasti sul treno. Senza contare la lunga catena di disagi che questo intoppo ha creato. Il venerdì, infatti, è notoriamente giorno di rientri per molti studenti fuori sede a Teramo: bene, alle 17 molti di loro erano ancora in stazione. Anche in questo caso, di autobus sostitutivi nemmeno a parlarne. La tratta ferroviaria, con un solo binario a disposizione, è rimasta bloccata per l’intero pomeriggio. «E in tutto questo, non ci rimborsa nessuno - lamenta uno dei pendolari. - Il trasporto locale è il peggiore che ci sia, ma noi lo paghiamo e anche tanto. Questa tratta ormai è un problema continuo. Solo nell’ultima settimana, è la terza volta che succede una cosa del genere. Martedì scorso il treno delle 6.30 diretto a Sulmona non è partito perchè si è rotto (era uno dei moderni Minuetti, ndr), mentre l’altro giorno un altro regionale è arrivato a Teramo con due ore di ritardo. La situazione non è più sostenibile». Insomma, una giornata decisamente da cancellare per i pendolari della tratta abruzzese, ancora una volta, alle prese con ritardi, cancellazioni e, come se non bastasse, anche stop improvvisi in aperta campagna.