PESCARA. La riforma dei trasporti locali è al palo e il Pd chiede un cda unico o un commissario per le nomine nelle società di trasporto regionali. «Mentre in altre regioni la riforma è già in cantiere», spiegano i consiglieri Camillo D’Alessandro e Claudio Ruffini, «l’Abruzzo è ancora in attesa di definire quale strada percorrere per avviare la fusione delle società di trasporto. Eppure una prima data c’era ed è già superata. È quella del 30 aprile 2011 termine entro il quale la Giunta regionale doveva proporre al Consiglio regionale il documento di programmazione degli interventi da porre in essere al fine di dar corso, secondo la normativa vigente, agli affidamenti. Un atto mai arrivato in Regione», dice il Pd, «e che doveva essere propedeutico alla stessa riforma del Tpl». Ma, aggiungono D’Alessandro e Ruffini, «se non fosse stato per il Pd non avremmo avuto neanche la legge sulla fusione delle società di trasporto perché l’assessore Morra è ostaggio di opposizioni interne alla stessa maggioranza. Per il momento dobbiamo ringraziare l’intervento del Governo che con il Decreto Salva-Italia dà alle Regioni tempi certi per la riforma». Infatti il decreto dispone che le Regioni hanno il compito di individuare gli ambiti territoriali ottimali; devono definire quale soggetto farà da stazione appaltante; devono bandire le gare. Viene inoltre, stabilito che la riorganizzazione dovrà avvenire entro il 30 giugno 2012, altrimenti interverrà il governo sulle regioni inadempienti. Intanto entro il 30 aprile la Regione (in qualità di socio di maggioranza ed in altri in qualità di socio unico) dovrà approvare i bilanci di Arpa, Gtm, Sangritana. In questo contesto dovranno essere eletti i cda e i direttori. ««Noi riteniamo che si debba evitare la proroga degli attuali organismi» spiega Ruffini «sia perchè sono onerosi, sia perchè lo spirito della riforma è quello di andare ad un contenimento delle spese. Inoltre c’è il rischio concreto che con la proroga si possano ingenerare dei contenziosi per le stesse nomine, che verrebbero a decadere prima della durata del mandato».
Nel merito il Pd propone ed invita Chiodi e Morra in sede di assemblea delle società di trasporto a provvedere a nominare un unico cda per Arpa e Gtm, nonché un unico direttore ed eventualmente vice-direttore con un unico compenso che non si cumuli per la doppia carica; oppure in alternativa meglio potrebbe essere la nomina di un Commissario con il compito specifico della gestione ordinaria e di attuare il progetto di fusione».
In caso contrario, dice D’Alessandro «con il rinnovo dei cda e dei direttori si compromette l’esito della fusione e della riforma stessa. Altre regioni più virtuose come la Lombardia, la Toscana, e l’Emilia Romagna, prima di altre Regioni», concludono i consiglieri del Pd, «stanno legiferando in materia con riforme che vanno nel solo interesse di una riduzione dei costi del tpl e di una migliore organizzazione dei servizi».