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Data: 14/04/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
La manifestazione a Roma - Cgil, Cisl e Uil in corteo a Roma. Pensioni, subito risposte per gli esodati

Altissima la partecipazione. Camusso: "Ci dicano i numeri veri e non quelli falsi". Le cifre diffuse da Fornero sono "un maldestro tentativo di far fallire la manifestazione". Gli esodati "sono persone, non fantasmi"

Erano in tanti, la mattina del 13 aprile a Roma, al corteo e alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Tema scottante: pensioni ed “esodati”. Quelli che il governo chiama “salvaguardati”, e stima al ribasso in 65mila persone. Mentre per i sindacati sono oltre 300mila. Tutte le persone che non hanno più un lavoro (per la crisi, per accordi presi con le aziende) ma non hanno ancora una pensione (perché con la nuova legge il governo ha allontanato di anni il traguardo dell’età pensionabile). Un’emergenza acuta, in nome della quale i sindacati sono scesi in piazza unitariamente per le vie di Roma. Il corteo si è mosso sui Fori Imperiali dopo aver percorso via Cavour e si è concluso a piazza Santi Apostoli. “Siamo in tanti, in tantissimi”, ha detto il segretario organizzativo della Cgil, Enrico Panini, dal palco della piazza, dove si sono tenuti i comizi conclusivi.

“Il governo ci ascolti o saremo costretti a fare una manifestazione molto più grande di questa”, ha minacciato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nel suo intervento. “La questione degli esodati “non è fare il gioco dei numeretti, buoni per giocare al Lotto”, aveva invece detto in precedenza, durante il corteo. “Per noi – afferma Angeletti - è importante sapere il numero esatto. Il ministro del Lavoro dovrebbe saperlo. Ci sono decine di migliaia di persone che sono uscite dal lavoro con accordi individuali. Il Governo deve dire che tutte le persone che hanno fatto accordi per andare in pensione prima della riforma sono validi e che, dunque, vanno in pensione con le vecchie regole. Il governo deve mantenere i patti”.

Raffaele Bonanni, invece, ha rivendicato l'autonomia delle parti sociali. “A differenza di quello che è accaduto con la politica non ci faremo commissariare”, ha affermato il segretario generale della Cisl sul palco di piazza Santi Apostoli . “Non vorremmo - ha aggiunto - che l'irresponsabilità riguardasse chi deve dimostrare equilibrio. È importante che si dia subito un segnale positivo perché una volta superato questo problema occorre fare qualcosa perché il paese non muoia a causa delle eccessive tasse e della disoccupazione. Tutto ciò - ha aggiunto - si risolve attraverso la crescita e su questo vogliamo che si apra una discussione seria”. Per questo Bonanni ha chiesto un nuovo incontro al ministero sul caso degli esodati. “Fornero togli la testa dalla sabbia, incontra i sindacati, rispetta i criteri e stabiliscine di nuovi”, è stato l'appello di Bonanni.

“Il governo deve avere il coraggio di fare un passo indietro, non raccontare numeri finti la sera prima di una manifestazione”. Così Susanna Camusso, nel suo intervento dal palco. Per il leader di Corso Italia le cifre diffuse ieri sera da Fornero sono “un maldestro tentativo di far fallire la manifestazione”. L'esecutivo “non guarda al lavoro, alla fatica e alle condizioni di tante persone - afferma -. Persone che hanno scelto generosamente di lasciare il posto di lavoro per far spazio ai giovani. Oggi il governo dice: non sappiamo cosa fare con voi. E questo non è possibile”.

“Migliaia di persone avevano un diritto che oggi si vedono cancellato. Il governo come ha usato questi tre mesi? Quali conti ha fatto? Se il numero di 65mila esodati venisse confermato nelle prossime ore - avverte Camusso -, chiederemo le dimissioni del presidente dell'Inps (Antonio Mastrapasqua, ndr), perché si dimostra incapace di dare a ognuno una soluzione previdenziale. La trasparenza è importante, fondamentale quando si parla delle condizioni delle persone: i numeri devono essere resi pubblici ed espliciti”.

Quindi il segretario prosegue: “Alla conclusione del confronto sul mercato del lavoro, il governo si è impegnato ad aprire un confronto sugli esodati. Ora vorremmo sapere quando si apre. Ci dicano i numeri veri e non quelli falsi, che sono un maldestro tentativo di far fallire le manifestazioni”. Critiche anche alla riforma delle pensioni: “Era fatta per dare una prospettiva ai giovani, invece ha messo in difficoltà tante famiglie. Quanto dobbiamo aspettare per sentire che gli esodati sono persone e non fantasmi?”, si chiede Camusso. “Non ne possiamo più di sentir chiamare privilegiati le persone che hanno lavorato tanti anni, costretti poi a lasciare l'impiego per la crisi delle loro aziende”. “Se il governo non aprirà subito il confronto - conclude - , sappia che saremo nelle piazze e continueremo la nostra mobilitazione. Noi non lasciamo i lavoratori per strada”.

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