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Data: 14/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Esodati, scontro sulle cifre del governo. Camusso: «Se sono 65mila si dimetta il presidente dell’Inps»

La manifestazione contro la riforma delle pensioni

ROMA. Il balletto di cifre che si č scatenato sul caso-esodati non quadra. E Susanna Camusso ha lanciato critiche pesanti ieri, durante la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a Roma sulle pensioni.
«Se il governo confermasse che gli esodati sono 65.000 - ha sottolineato il segretario della Cgil - allora non resta altro che chiedere le dimissioni del presidente dell’Inps. Perché centinaia di migliaia di persone, in ragione di un diritto, hanno scelto per la loro vita. Bisogna ridare loro il diritto che avevano e che devono continuare ad avere». Gli esodati, ieri, hanno riportato in piazza il sindacato unito. Quanti lavoratori sono sospesi nel limbo dell’incertezza? Per il ministero del Lavoro 65mila, per l’Inps 130mila, mentre i sindacati ne hanno stimati circa 300 mila. Non c’č un solo dato coincidente. «Se non fosse che č un problema importante e tragico direi che il governo fa un gioco di prestigio - sostiene Camusso - perchč alla fine della lunga indagine abbiamo lo stesso numero del “Milleproroghe”. I 65.000 sono parte del problema, ma non ci sono risposte per coloro che hanno fatto accordi prima del 2011, ma lasciano il lavoro dopo, e per quelli che hanno fatto accordi individuali». Il governo, dice la leader sindacale, «fa finta di non sapere» che il numero dato č parziale. «E la cifra di oltre 300.000 esodati - ha fatto notare Camusso - non l’abbiamo inventata noi, ma veniva da fonti ufficiali». Il vero nodo, sostiene, č che non ci sono coperture sufficienti, ma «il messaggio che arriva alle persone qui in piazza č che sono dei fantasmi». In serata, il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ha dichiarato: «E’ ovvio che ci sono piů esodati dei 65mila, ma sono scaglionati nel tempo. Non possiamo risolvere il problema tutto subito».
Camusso ha quindi definito «sbagliata» la riforma delle pensioni e ha invitato il governo a fare un passo indietro. E se l’esecutivo non troverŕ una soluzione previdenziale per tutte le categorie di esodati, i sindacati proseguiranno la mobilitazione. Le ha fatto eco il segretario della Uil, Luigi Angeletti, secondo cui «chi ha fatto un accordo per l’uscita dal lavoro verso la pensione deve avere riconosciuto questo diritto». Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha definito invece «non responsabile né rispettoso» il comportamento del governo sulla questione: «Speriamo si trovi una soluzione perchč cosě non va: il governo deve fare l’elenco delle persone che sono nel diritto di andare in pensione con le vecchie regole».
Nel pomeriggio, l’Inps ha precisato che «non c’č alcuna contraddizione» tra i numeri sugli esodati riferiti dal Direttore generale Mauro Nori durante l’audizione in Parlamento (130.000) e le cifre indicate dal ministero del Lavoro, dopo il tavolo tecnico con Ragioneria dello Stato e Inps (65.000). Il numero presentato dal direttore dell’Inps «si riferiva alla stima delle platee dei potenziali lavoratori coinvolti nei prossimi quattro anni, in procedure di mobilitŕ, in esodi individuali incentivati e alle altre categorie previste», dice la nota. Quindi, i 130mila esodati indicati dall’Inps sarebbero una proiezione futura, mentre i 65mila di cui parla il governo sono la fotografia del presente.

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