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Data: 14/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Imu in tre rate, nuovo caos sugli acconti

Annuncio del relatore, Comuni in allarme. Bersani: tassa su grandi patrimoni immobiliari

ROMA. La stangata arriverà in comode rate. Per il 2012 l’Imu, la nuova imposta sugli immobili che resuscita e sostituisce l’Ici, potrà essere pagata in tre tranche. Ad annunciarlo ieri, nel giorno in cui la Cgia di Mestre ha conteggiato un salasso di 3889 euro per le imprese, di 663 euro per seconde e terze case e di 203 euro per le prime, è stato il relatore al decreto fiscale Gianfranco Conte, Pdl.
L’annuncio di Conte, che ha anticipato il contenuto dell’emendamento che presenterà entro lunedì alla commissione Finanze della Camera, ha fatto saltare sulla sedia il presidente dell’Anci. Graziano Del Rio ha definito «inaccettabile» la richiesta dell’Imu per le case popolari dei Comuni e ha messo in guardia: «Se la rateizzazione sarà solo sulla prima casa non avrà grandi effetti, ma se riguarderà anche le seconde avrà un impatto devastante perché aumenteranno ulterioriormente i problemi di liquidità». Poiché l’Imu sugli immobili “aggiuntivi” servirà a compensare in parte le minori entrate nelle casse dei Comuni, «le conseguenze ricadrebbero sui cittadini con un taglio netto dei servizi» ha spiegato Davide Zoggia, responsabile Pd degli Enti locali. L’idea che la tassa sia iniqua agita i democratici, tanto da indurre il segretario Pier Luigi Bersani a definire l’Imu «sgradevole» e rilanciare: «Avevamo proposto di alleggerire l’Imu e compensarla con una tassa personale sui grandi patrimoni immobiliari. Questa era la nostra proposta: vogliamo riprenderla in mano? Anche domattina» ha chiesto. «Alfano dice che bisogna graduarla? Figuriamoci».
La possibile tripartizione dei pagamenti rischia ora di riaprire le scadenze e di costringere gli italiani a nuovi calcoli. Alla domanda se la rateizzazione riguarderà solo la prima casa o anche le altre, Conte ha risposto: «Ci stiamo ancora lavorando». Dunque tutto è sospeso. Il relatore presenterà i suoi emendamenti lunedì mattina entro le 10, per consentire il deposito di eventuali sub-emendamenti. Per fare i conti, quindi, i contribuenti saranno costretti ad aspettare: al momento la scadenza per il pagamento dell’acconto è il 18 giugno, quando dovrebbe essere versata la metà dell’importo dovuto con le aliquote fissate dallo Stato (0,4% sulle prime case, 0,76% sugli altri immobili), ma con la ripartizione in tre rate, importi e scadenze saranno modificati. Un nuovo dilemma per gli italiani forzati del fisco, anche se la rateizzazione piace al Pdl: «Un sistema per aiutare il compito delle famiglie italiane, la botta in una sola tranche sarebbe troppo forte» ha commentato Angelino Alfano. «Ma l’Imu il prossimo anno va abolita» ha detto il portavoce Daniele Capezzone.
In una situazione già caotica, la conferma che gli anziani residenti nelle case di riposo saranno costretti a pagare per l’abitazione di proprietà (in cui però non vivono) l’Imu in versione seconda casa riaccende lo scontro. «Sono contrario a modifiche perchè un’agevolazione potrebbe spingere i familiari a mettere gli anziani nelle case di riposo per avere una tassazione più leggera sulla loro casa e a creare situazioni di “nero”» ha fatto sapere Conte. La replica dello Spi-Cgil è arrivata immediata: «Basta prese in giro nei confronti degli anziani, soprattutto se costretti a vivere nelle case di riposo perché non autosufficienti» ha accusato il segretario Carla Cantone, «il governo dica la verità: ha bisogno di fare cassa e per farlo è disposto a mettere le mani nelle tasche delle persone più deboli». Modifiche, invece, potrebbero riguardare le case affittate a canone concordato (per le quali il Pd chiede un alleggerimento al 4 per mille) e le dimore storiche, per le quali l’imposta potrebbe essere ammorbidita, mentre le Fondazioni bancarie, ha replicato Conte a chi chiedeva di eliminare le esenzioni, «sono assoggettate all’Imu e pagano già tutto».

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