MONTESILVANO. «Se sarò rieletto sindaco nominerò una giunta con un vice sindaco e tre assessori liberi dalla schiavitù dei partiti, il primo per l’area tecnica, il secondo per le finanze e il terzo per la parte amministrativa. Soltanto così, potrò liberarmi dai ricatti dei partiti e se scoprirò che un assessore non lavora come è già successo, allora, sarò libero di mandarlo via. È un segnale che, adesso, la politica deve avere il coraggio di dare». Ieri, il sindaco Pasquale Cordoma, ex Pdl passato a Grande Sud, ha presentato così le sue due liste, Grande Sud e No euro-Lista del grillo. Accanto alla coordinatrice di Grande Sud Barbara Mazzali, Cordoma ha attaccato il Pdl e difeso i suoi cinque anni da sindaco: «Sono stato scaricato dal Pdl che ha scelto un altro candidato, Manola Musa, che si dice essere la continuità nella discontinuità ma in questo slogan», ha detto il sindaco, «c’è una contraddizione di fondo perché un assessore della mia giunta non può essere candidato sindaco. Discontinuità significa puntare su un esterno altrimenti, parlando di continuità, si riconosce che Cordoma il suo lavoro l’ha fatto e bene». Ma secondo il Pdl, è stato Cordoma a indicare Musa: «La candidatura a sindaco non si può né ereditare né benedire. Quella di Musa è una candidatura copia o surrogato. Io non mi sono ricandidato né per rivalsa né per rancore: l’ho fatto perché devo terminare il lavoro che ho iniziato come il distretto sanitario di via Di Vittorio, due scuole e l’asfalto in via Verrotti. Ho il dovere di portare a termine le opere cominciate e per farlo mi svincolerò dai partiti: su questo, con Grande Sud c’è stata subito intesa. Del resto», ha detto il sindaco, «che il sistema dei partiti sia in crisi lo dimostrano i casi del senatore Pd Luigi Lusi e della Lega Nord». Cordoma ha lanciato una pietra: «Mi dispiace vedere che c’è chi si paga la campagna elettorale con i propri soldi e chi la paga con i soldi dei partiti che, poi, sono i soldi dei cittadini».
Cordoma ha presentato le sue liste: «Oltre a due consiglieri uscenti, Benito Olivieri e Massimo Salvatore, abbiamo puntato sulla vera società civile, dal pensionato all’impiegato, dall’operaio all’agente di polizia penitenziaria. Di questo siamo orgogliosi». In lista, con Grande Sud, figurano anche l’ex consigliere Igidio Petricca ed Emiliano D’Astolto del cda della società dei rifiuti Ecoemme. Il più giovane è Enzo De Petris, 21 anni.
Cordoma ha parlato di «una Montesilvano più sicura, con i reati in calo costante dal 2007 e con i carabinieri raddoppiati. Due immobili sono stati confiscati ai rom e la prostituzione è diminuita. C’è ancora da fare ma con l’ultimazione del comando dei vigili, avremo presto 46 punti monitorati con le telecamere».
Il sindaco ha difeso i conti della sua gestione: «Ho preso un Comune con tre milioni di euro di debiti e lo lascio senza un centesimo di passivo: abbiamo rispettato sempre il patto di stabilità. Ho preparato già un bilancio di tagli senza aumentare le tasse secondo l’etica del risparmio come deve fare una famiglia quando le entrate sono ridotte. Spero che tale politica sia mantenuta».
Il sindaco, coinvolto in sette procedimenti penali ma assolto una volta, si è concesso una battuta anche sul Patto etico del Pdl che imporrà ai politici di dimettersi se condannati: «È una fesseria», ha detto, «il garantismo non prevede patti. Bisogna stare attenti a fare opere di pulizia etnica verso chi ha ricevuto avvisi di garanzia perché non sono condanne. Io sono garantista e lo sono anche per Nichi Vendola, indagato due volte, e per Lorenzo Sospiri (imputato in due processi con Cordoma, ndr)».