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Pescara, 15/06/2026
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Data: 14/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - L’assedio di Masci non finisce, il sindaco è sempre più a rischio. Pescara Futura si mette di traverso: no al waterfront e al Pp2

«Il sindaco governa ormai con una maggioranza che è opposizione, dopo avere scelto di fare politica schierandosi apertamente al congresso del Pdl e piazzando i suoi uomini in giunta». Nelle parole di Vittorio Mingione, coordinatore provinciale di Pescara futura, la lettura di una crisi che è ormai nei fatti a Palazzo di città. E poco conta se il chiarimento atteso ieri mattina tra il sindaco Albore Mascia e la coordinatrice cittadina del Pdl, Federica Chiavaroli è stato rinviato alla giornata di lunedì. Perché i segnali sono ormai tutti in un'unica direzione. Anche se la lista civica di Carlo Masci non ci sta a passare per quelli che hanno deciso di sfasciare tutto, dopo essere stata determinante nei congressi del Pdl.
Il punto è proprio questo. Al malessere di Pescara futura si aggiunge quello ancora più determinante che si respira nel partito del sindaco dove la componente che fa capo a Lorenzo Sospiri e Federica Chiavaroli non accetta più che a dare le carte in consiglio e in giunta siano quelli usciti sconfitti dai congressi cittadino e provinciale, la componente che faceva capo al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano e al senatore Andrea Pastore. Un braccio di ferro che si è riproposto ieri mattina in Consiglio comunale, quando tutti i consiglieri di Pescara futura hanno disertato l'aula in occasione dalla seduta straordinaria su Trenitalia e, nella stessa giornata, hanno dato lo stop all'assessore all'Urbanistica Marcello Antonelli sul progetto del Water front (albergo uffici e area commerciale) che una cordata di imprenditori vorrebbe realizzare nella zona del Marina di Pescara. Si tratta della zona del Pp2 destinata a servizi e strutture ricettive per il turismo, sulla quale il Decreto sviluppo firmato dall'ex ministro Tremonti ha aperto un'autostrada ai privati, consentendo lo sviluppo di cubature fino ad oggi negate dall'attuale Prg. A Carlo Masci il progetto non piace, come non sono mai andati giù i soldi spesi per il Festival dannunziano e la promozione dell'immagine della città affidata a Giordano Bruno Guerri.
Problemi politici, dunque, ma anche di sostanza. E continuare con questo stillicidio, significherebbe arrivare alla scadenza della legislatura con un centrodestra logorato dalle sue stesse contraddizioni, un jolly offerto su un piatto d'argento a chi siede oggi sui banchi delle opposizioni. Ecco perché la crisi al Comune appare sempre più dietro l'angolo.
Anche il Pd chiede al sindaco di prendere atto della situazione e di trarne le dovute conseguenze, restituendo la parole alle urne: «Non è più pensabile - sottolinea il capogruppo Moreno Di Pietrantonio - andare avanti per i prossimi due anni in queste condizioni, con una crisi politica e programmatica all'inizio strisciante e oggi palesata dalle contrapposizioni tra il gruppo di Carlo Masci, il Pdl, l'Udc e il sindaco». Contrasti che, sempre a detta del Pd, sarebbero anche alla base «dell'inerzia e del vuoto programmatico dell'amministrazione comunale, in una città che già soffre della congiuntura economica negativa e dei ritardi accumulati su altre questioni: la chiusura del porto, l'inquinamento atmosferico, lo sviluppo delle aree strategiche».

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