Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 14/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Politica in fermento - Di Primio annuncia il rimpasto in giunta. Il vicesindaco Di Paolo nega di essere stato sollevato dall’incarico: nessuna comunicazione

RIBALTONE IN COMUNE Sulla seconda carica già si fanno i nomi di Mario Colantonio e Emilia De Matteo

CHIETI. «Ho assunto alcune decisioni sul ritiro di deleghe agli assessori e la prossima settimana ridistribuirò le competenze all’interno della giunta». Il sindaco Umberto Di Primio annuncia un rimpasto di deleghe tra assessori e, soprattutto, non smentisce la rottura con Bruno Di Paolo.
Il leader di Giustizia sociale perderà le deleghe di vice sindaco e di assessore al personale malgrado non abbia ricevuto ancora una comunicazione ufficiale dal sindaco. Tanto che ieri Di Paolo ha preso parte regolarmente alla riunione di giunta che si è tenuta a palazzo d’Achille in mattinata.
«Mi sono rivolto a tutti gli assessori», dice il sindaco, «chiedendo loro se se la sentono di portare avanti le deleghe da me conferite ad inizio legislatura. Aspetto delle risposte anche se ho fatto già delle scelte comunicandole sia alla giunta che ai partiti».
Di sicuro Di Paolo, salvo improbabili ripensamenti del primo cittadino, non sarà più il vice sindaco né tantomeno l’assessore al personale mantenendo in compenso la delega agli affari cimiteriali. Ciò malgrado il diretto interessato neghi tutto.
«Non mi risulta che, al momento, ci siano atti ufficiali che riguardano il mio ruolo istituzionale all’interno del Comune di Chieti. Il mio incontro con il sindaco», afferma Di Paolo, «è servito solo a chiarire il senso vero delle mie dichiarazioni su dirigenti e dipendenti comunali».
Il fondatore di Giustizia sociale, nel dettaglio, aveva chiesto la testa di cinque degli otto dirigenti sotto contratto con il Comune denunciando come la stragrande maggioranza dei dipendenti comunali non meriti lo stipendio mensile. Affermazioni che hanno causato la dura reprimenda del sindaco, che poi non si è limitato ad un semplice rimbrotto dando di fatto il benservito a Di Paolo, e la levata di scudi della Rsu del Comune.
«Ribadisco che i dipendenti non sono tutti uguali e soprattutto tutti meritevoli di pari elogi perché se è vero che ce ne sono moltissimi che meritano lo stipendio e forse anche una medaglia per l’impegno che mettono ogni giorno nel fare il proprio dovere», precisa Di Paolo, «al contempo ve ne sono tanti altri testardamente ancorati nella retrograda mentalità che essendo impiegati pubblici e, quindi, non licenziabili, possono fare il proprio comodo. Le mie esternazioni sui dirigenti, invece, volevano essere un semplice pungolo». Non pago Di Paolo aggiunge. «Non volevo offendere nessuno. Il mio è stato solo un legittimo e doveroso richiamo affinché sia i dirigenti che il personale contribuiscano al raggiungimento dell’obiettivo comune di cambiare in meglio la città. Per quanto riguarda i miei rapporti personali con il sindaco Di Primio confermo», dice Di Paolo, «che sono improntati al massimo rispetto e stima avendo entrambi a cuore le sorti di Chieti».
Eppure le strade delle due massime espressioni politiche di palazzo d’Achille sono destinate a dividersi. Senza la delega di vice sindaco Di Paolo potrebbe anche uscire dalla coalizione di centrodestra.
La poltrona di vice sindaco, in tal caso, verrebbe occupata da un fedelissimo del sindaco e già circolano i nomi degli assessori Mario Colantonio ed Emilia De Matteo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it