Vola alta la polemica fra Mascia e Isidoro sulla nomina nel cda della Saga di Rocco Leonelli, il quale, fra l’altro, sarebbe incompatibile per tale carica avendo ricoperto un ruolo pubblico negli ultimi due anni come segretario provinciale prima del Pdl e poi di Democrazia per le autonomie. La spiegazione del sindaco non ha convinto il comandante, che, anzi, rincara la dose. Dopo aver confermato la volontà di restituire il Ciattè d’oro parlando di «ipocrisia», puntualizza «che non esiste alcun pregiudizio politico verso Mascia e io non faccio politica. Il capogruppo Pdl Foschi asserisce che anche altri componenti del cda della Saga "non sono competenti", mentre il sindaco invoca motivazioni e requisiti diversi da quelli da me posseduti e che nulla hanno a che fare con il Ciattè d’oro. Se fosse vero quanto afferma il capogruppo Pdl a proposito dei presidenti di Camera di Commercio e Confindustria Abruzzo avremmo un panorama alquanto misero della classe dirigente che decide le sorti dell’aeroporto. Sembrerebbe, quindi, che la nomina del signor Leonelli sia stata effettuata giusto per completare il quadro, inserendo nel gruppo del cda un elemento con accertate caratteristiche di "incompetenza conclamata". Pertanto mi dissocio da questa desolante visione politica e confermo la mia stima nei confronti del dottor Becci e del dottor Angelucci». Poi un altro affondo: «Circa le motivazioni e i requisiti invocati dal sindaco, non mi pare che nel testo del bando siano state richieste esperienze specifiche nei settori della moda e del calzaturiero». Quanto alle proprie competenze, il comandante fa notare: «Il mio curriculum non è stato attentamente valutato, visto che, oltre alle esperienze di volo, sono stato socio fondatore della maggiore compagnia aerea privata italiana e consigliere delegato. Ho inoltre ricoperto un ruolo di "direttore operazioni volo" sulla base AirOne di Torino, coordinandone le attività di volo e amministrative». Alla voce "rapporto di fiducia", Isidoro chiosa che «il sindaco può nominare chi vuole, ma l’aver emanato un avviso pubblico che prevedeva una pletora di requisiti da parte dei candidati lo smentisce spudoratamente, offendendo non solo il sottoscritto, ma anche chi ha presentato la propria candidatura confidando nella buona amministrazione».