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Pescara, 15/06/2026
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Data: 15/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trecento milioni non utilizzati alla realizzazione di infrastrutture di strade e tratte ferroviare. La Cgil: «Bisogna investire i fondi»

L’assurdità di soldi che ci sono ma non vengono spesi. La Cgil ha scoperto, spulciando il resoconto relativo alle risorse finanziarie per la ricostruzione voluto dal ministro Fabrizio Barca, che esistono 300 milioni di euro non utilizzati da tre anni riservati alla realizzazione di infrastrutture di strade e tratte ferroviare. I fondi, previsti dalla legge 2009 sul terremoto, sono i 200 milioni dell’Anas, di cui solo 95 già utilizzati per la manutenzione straordinaria post terremoto nonché i 100 della Rfi, Rete ferroviaria italiana, del Gruppo Ferrovia dello Stato. Ma non basta. Ai 300 milioni si aggiungono anche gli 88 milioni per il de minimis, il sostegno alle piccole imprese.
«Oltre alla forte crisi mondiale - ha affermato il segretario aquilano della Cgil Umberto Trasatti, insieme al segretario provinciale della Filt-Cgil Domenico Fontana - la nostra provincia deve fare i conti dei danni dovuto al sisma. Quelle somme devono essere utilizzate, per dare anche nuova occupazione ed economia». La Cgil porta a testimonianza il fatto che l’Abruzzo ha avuto una ripresa per quanto riguarda l’export, con la provincia di Chieti che registra un +17%, mentre quella aquilana è ferma a -8,5%. «Non sappiamo - ha motivato Trasatti - chi ha bloccato i 300 milioni, ma di certo qualche colpa ne ha il Commissario alla Ricostruzione Gianni Chiodi che doveva predisporre i piani della rinascita».
Fontana ha ricordato le infrastrutture che si dovevano realizzare: «Il piano dell’Anas ha previsto di costruire opere strategiche per il comprensorio, come la Variante Sud divisa in tre lotti: da Sassa Scalo fino alla galleria di Roio; per poi proseguire al nuovo svincolo di Bazzano ed infine arrivando a San Gregorio per allacciarsi a San Pio delle Camere». Per quanto riguarda la parte destinata alla ferrovia, Fontana ha aggiunto che «il progetto ha calcolato il potenziamento della tratta tra Sassa e San Gregorio.
L’idea è di potenziare la striscia urbana che sarebbe dovuta diventare metropolitana di superficie con l’eliminazione di 15 passaggi a livello e relativa viabilità accessoria nonché la realizzazione di 4 nuove stazioni con altrettanti parcheggi di scambio ai progetti Case». La Rfi ha in serbo la costruzione dell’ovovia, per collegare la Stazione ferroviaria con le facoltà di Roio. «Alcuni progetti descritti - ha concluso Fontana - sono stati approvati anche dal Consiglio comunale. È ora che quelle somme vengano utilizzate».

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