L’AQUILA. Ci sono oltre 200 milioni già stanziati per opere pubbliche e infrastrutture, nell’ambito della legge sul terremoto, che a distanza di tre anni non vengono ancora utilizzati. Vicenda che la Cgil vuole portare all’attenzione del ministro Barca. Le risorse ferme sono i 105 milioni destinati all’Anas e altri 100 milioni per la Rete Ferroviaria Italiana.
A parlare di beffa, per il territorio colpito dal sisma, sono il segretario provinciale della Cgil, Umberto Trasatti e il segretario provinciale della Filt-Cgil, Domenico Fontana, che fanno riferimento al rendiconto del commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi.
Ci sarebbero 200 milioni di euro bloccati da tre anni. Si tratta dei fondi previsti dalla legge 77 sul terremoto, messi a disposizione dell’Anas e della Rete ferroviaria italiana per realizzare nuove opere infrastrutturali. Alcune di carattere strategico, come la Variante Sud, oppure il progetto di velocizzazione della linea ferroviaria nel tratto Sassa-San Gregorio. «Inspiegabilmente», ha affermato Domenico Fontana, «abbiamo risorse già spendibili, con i progetti esecutivi pronti e i cantieri che potrebbero partire subito, ma che restano inutilizzate. Eppure, c’è bisogno come il pane di interventi in grado di risollevare il territorio e migliorarlo. Senza contare che si darebbe anche una mano all’occupazione. Crediamo che il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca debba interessarsi di questa vicenda, per rimuovere gli eventuali ostacoli». Nel dettaglio, l’Anas ha speso 95 milioni per la manutenzione straordinaria dopo il terremoto, ma il resto è fermo, 105 milioni potrebbero essere utilizzati per i tre lotti della Variante Sud, e cioè per realizzare i tratti Sassa Scalo-Roio, galleria di Roio-svincolo Bazzano e San Gregorio-San Pio delle Camere. Con 35 dei 100 milioni destinati alla Rete ferroviaria italiana si deve realizzare il potenziamento della linea ferroviaria tra Sassa e San Gregorio, con l’eliminazione di 15 passaggi a livello e l’istituzione di 4 nuove fermate, con altrettanti parcheggi di scambio. Altri 15 milioni sono per il collegamento tra Roio e la stazione ferroviaria attraverso un impianto a fune, tra l’altro già indicato nel piano urbano della mobilità. E altri 50 milioni sono pronti per l’ammodernamento delle linee ferroviarie Sulmona-L’Aquila e Sulmona-Roma. «Spendere queste risorse», ha sottolineato Trasatti, «significa anche aiutare l’occupazione, visto che nella provincia dell’Aquila abbiamo il 36,5% di disoccupazione giovanile, ben 9 punti in più rispetto alla media regionale.
Inoltre, nella contabilità del commissario delegato alla ricostruzione Gianni Chiodi, ci sono anche i 90 milioni del cosiddetto de minimis, destinati alle imprese per la ripresa economica».