Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 15/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Rimasti nel cassetto 300 milioni. Sono i fondi stanziati dopo il sisma da Anas e Rete ferroviaria italiana. Trasatti: «Progetti fermi»

Un fiume di denaro bloccato da una diga formata da mattoni impastati di burocrazia, che potrebbe rinvigorire un’economia pericolosamente in secca, come quella aquilana e del bacino colpito dal terremoto di tre anni fa. 300 milioni sono tanti, ma giacciono inutilizzati dentro qualche cassetto in attesa di essere spesi per opere e infrastrutture che sarebbero fondamentali per il potenziamento dei trasporti e il miglioramento della viabilità. Con la legge 77 per il terremoto l’Anas stanziò 200 milioni, di cui 95 sono già utilizzati per la manutenzione straordinaria post terremoto, ripristino viabilità e nuova viabilità di accesso alle new town, mentre Rete ferroviaria italiana predispose un finanziamento di ulteriori 100 milioni. Soldi necessari per potenziare il sistema viario e ferroviario del capoluogo, collassato dopo il sisma. Per il trasporto su gomma le opere strategiche già previste sono diverse, come la cosiddetta variante sud, tre lotti in tutto (Sassa Nsi-Galleria di Roio/Galleria di Roio-nuovo svincolo di Bazzano/Bazzano-San Gregorio). Per il sistema di trasporti su ferro l’idea è quella di creare una sorta di metropolitana leggera di superficie potenziando il tracciato che collega le frazioni di San Gregorio e Sassa, con l’eliminazione di quindici passaggi a livello, costruzione di parcheggi di scambio e realizzazione di quattro nuove stazioni. Tutti i progetti sono già in fase esecutiva, ma come denunciato dalla Cgil la realizzazione è ancora lontana. Dare nuovo slancio alla rete ferroviaria consentirebbe di avere a disposizione «un’infrastruttura che collega le due parti della città, che collega due nuclei industriali, e che si trova a ridosso di molti dei nuovi quartieri costruiti dopo il terremoto» ha sottolineato il segretario provinciale della Filt-Cigl, Domenico Fontana. A rincarare la dose è il segretario provinciale del sindacato, Umberto Trasatti: «Si tratta di centinaia di milioni di euro fermi, con progetti esecutivi fermi. È un fatto inspiegabile. Il Governo deve pretendere la rendicontazione dello stato di attuazione degli interventi nell’area del cratere, deve chiedere alla struttura commissariale e a tutti gli enti preposti le ragioni di questi ritardi». Mettere in circolazione tutte queste risorse, inoltre, ha ricordato Trasatti, «consentirebbe di dare una nuova linfa all’economia e all’occupazione».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it