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Pescara, 15/06/2026
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15/04/2012
La Repubblica
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Atac, nuovi veleni sui super-stipendi. Lettera di Tosti ai pm, è un giallo Arrivata a Piazzale Clodio, ma l'ad smentisce: "Non è mia" |
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IN ATAC è l'ora dei veleni. Dopo la pubblicazione degli elenchi sui super stipendi pagati dall'azienda del trasporto pubblico a un centinaio tra quadri e dirigenti per lo più imbarcati nell'era Parentopoli, l'ennesimo esposto è stato inviato alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica da un gruppo di dipendenti, mentre una lettera firmata dall'ad Carlo Tosti è arrivata ieri mattina in piazzale Clodio. Indirizzata all'aggiunto Alberto Caperna (oltre che al collega della procura contabile De Dominicis),è stata subito inserita in un fascicolo che verrà esaminato nei prossimi giorni. Si tratta di una paginetta e mezza dattiloscritta in cui il manager lancia accuse pesantissime contro i suoi predecessori, rei di aver realizzato «un numero impressionante di promozioni di personaggi spesso di oscura natura professionale», chiedendo «un intervento urgente» della magistratura «per impedire l'ulteriore saccheggio delle casse pubbliche di Atac spa». Datata 3 aprile 2012 e protocollata il giorno successivo (con il numero 0031550) è stata però smentita «categoricamente» da Tosti: «Io non ho scritto né alla Corte dei Conti né alla Procura della Repubblica», ha risposto, interpellato, l'ingegnere. Come peraltro confermerebbe anche il registro del protocollo interno. Dunque quella missiva potrebbe essere un falso. L'opera di un "corvo", qualcuno molto addentro alle cose di Atac, magari lo stesso che nei giorni scorsi ha fatto circolare gli importi dei super-stipendi con relativo sponsor del beneficiato annotato accanto. Impossibile spiegare altrimenti la circostanziata denuncia contenuta nella lettera apocrifa di Tosti. Dove si legge: «Sin dal mio insediamento ho stigmatizzato la numerosità dell'organico amministrativo, ampiamente superiore alle necessità. Il dott. Di Luzio, direttore delle Risorse Umane, da me interrogato, ha dovuto indicare le estese assunzioni clientelari avvenute negli anni 2008-2010, molte su indicazione di alcuni noti politici di maggioranza». Un j'accuse che evidenzia «l'impressionante numero di promozioni di personaggi spesso di oscura natura professionale, con inquadramentoa livelli parametrali altissimi e conseguente aumento delle retribuzioni», possibile tramite «promozioni a livelli 3-4 volte superiori a quelli di partenza o integrazioni retributive ad personam». Soprattutto fra i quadri, i cui stipendi sono «in taluni casi superiori alle qualifiche dirigenziali». Indica anche i responsabili, il sedicente Tosti: «I due precedenti ad, Adalberto Bertucci e Maurizio Basile, hanno introdotto alcune decine di dirigenti con retribuzioni e condizioni che ritengo assolutamente fuori luogo per un'azienda che si dibatte in una crisi economica molto difficile». Si chiude con una condanna che giustifica il ricorso alla magistratura: «Considero tutti questi casi inaccettabili storture e causa di esborsi inammissibili». Vero, falso? La parola passa ai pm.
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