REGGIO CALABRIA - "Finora abbiamo ricevuto critiche per 'troppa incisività' o 'troppo poca incisività', ma su una cosa siamo decisi: andremo in Parlamento e se la riforma del lavoro non dovesse passare andremo a casa". Da Reggio Calabria dove si trova per partecipare a un convegno della Fondazione Bellisario sull'occupazionale giovanile il ministro del Welfare, Elsa Fornero, torna a parlare della riforma del lavoro, ma anche di pensioni e di esodati. "Gli esodati li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti, sul tema pensionistico pubblico, a carico della collettività", ha detto Fornero. Su questa tematica, ha ribadito, "bisogna trovare un equilibrio". Dura la reazione di Confindustria che esprime "sorpresa e sgomento" per l'intervento del ministro: "Queste parole -
commenta viale dell'Astronomia - danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva".
La protesta silenziosa. Mentre il ministro parlava un gruppo di lavoratori precari della Regione Calabria ha fatto una irruzione silenziosa nella sala Calipari di palazzo Campanella, dove era in corso il convegno. Lamentano la mancata stabilizzazione. Tenevano in mano alcuni fogli bianchi con le scritte "lavoratori fantasma" e "lavoratori alla fame".
La lettera. Sempre sulla questione delle stime degli esodati 1, il ministro ha scritto una lettera una lettera pubblicata oggi sul Sole 24 ore. "Non ritengo che si possa accusare Il ministro, né il ministero, della varietà di stime e quantificazioni di diversa provenienza che ha caratterizzato le ultime settimane alimentando, oltre all'ansia, la legittima preoccupazione delle persone. Né sarebbe stato appropriato, in attesa della valutazione ufficiale, correggere le cifre di volta in volta apparse sui giornali".
Le pensioni. "Nessuno - prosegue il ministro - sarà toccato dagli effetti della riforma previdenziale nel corso del 2012 e il 'salva Italia' ha fissato al 30 giugno il termine entro il quale emanare il decreto interministeriale per la precisa individuazione delle persone portatrici del diritto soggettivo al pensionamento".
"Proprio la consapevolezza di una platea non coperta da un'interpretazione stretta dei criteri individuati nella riforma delle pensioni - sottolinea Fornero -, mi ha indotta ad assumere un impegno ulteriore circa l'adozione di provvedimenti normativi che possano ricomprendere situazioni analoghe scaturenti da accordi collettivi, stipulati in sede governativa, entro il 2011, ma non ancora perfezionati quanto a interruzione del rapporto di lavoro".
La risposta a Bonanni. Oggi da Reggio Calabria il ministro Fornero ha replicato alle dichiarazioni del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha accusato il governo di mettere "la testa sotto la sabbia" sulla vicenda 'esodati'. "Le battute facili le lascio A quelli che ne hanno molte, io non ne ho, sono piemontese, abituata a lavorare anche a disprezzo delle battute sprezzanti che vengono fatte", ha detto il ministro aggiungendo: "Fin quando saremo al governo il nostro impegno sarà quello di lavorare non per alcuni, ma nell'interesse generale del paese, possibilmente per dargli un futuro".
I dati sulle pensioni. Proprio sulle pensioni sono stati diffusi i dati dell'Inps. Nel 2011 le nuove pensioni liquidate dall'Inps sono state 235.524 con un calo di 89.276 assegni sul 2010 (-27,4%). Il dato è collegato soprattutto grazie all'introduzione della finestra mobile e all'inasprimento dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità. Nei primi tre mesi del 2012 le nuove pensioni liquidate dall'Inps si sono più che dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2011 passando da 93.552 a 43.870 (-53,1%). Si tratta ancora dell'effetto dello scalino 2011 e della finestra mobile dato che le regole del Salva Italia avranno effetto dal 2013.
La crisi economica. Oggi il ministro del Welfare ha parlato anche di crisi economica. "L'unica risposta da dare alla crisi economica è quella di lavorare seriamente e il governo lo sta cercando di fare anche se non ha bacchette magiche", ha detto. "Lavoriamo sul fronte della stabilizzazione finanziaria - ha aggiunto il ministro - perché è quella che stringe alla gola le imprese, sul fronte delle liberalizzazioni, sul fronte della riforma del mercato del lavoro. Noi ci mettiamo tutto l'impegno e tutta la serietà, ma sappiamo che la situazione è difficile e non abbiamo la bacchetta magica".
La replica di Confindustria. In una nota, Confindustria ha risposto alle parole del ministro sulla questione degli esodati, rimbalzando la responsabilità: "Le imprese quando riducono il personale lo fanno solo per necessità - si legge -. Quanto poi ai costi del nostro sistema di Welfare, Confindustria ha già avuto modo di documentare al Ministro, proprio in occasione degli incontri per la riforma del mercato del lavoro, l'importante onere economico che le imprese sostengono per pagarsi gli ammortizzatori sociali. Se in un periodo di profonda crisi si cambiano le regole 'in corsa', è responsabilità di chi decide di cambiare le regole, prevederne le conseguenze. Se non lo si fa, non si può imputare alle imprese alcuna colpa".
Per Confindustria, "non si possono mettere in discussione gli accordi che, nel pieno rispetto delle leggi, imprese e sindacati hanno stipulato per attenuare gli impatti sociali derivanti dalla crisi. L'aver limitato l'applicazione del precedente regime previdenziale solo ad alcuni soggetti, senza darsi pensiero di tutti i lavoratori coinvolti nelle procedure di mobilità, è stata una scelta del legislatore, non certo delle imprese. Ora si tratta di trovare le risorse economiche per affrontare la questione e mettere la parola fine a quel balletto di numeri cui assistiamo in questi giorni. Con estrema chiarezza si deve dire che non si tratta di una concessione rispetto alle legittime sollecitazioni che giungono da lavoratori, organizzazioni sindacali e imprese, bensì di un atto dovuto". "Il ministro - conclude la lunga nota di Confindustria - non ha necessità di individuare alcuna nuova soluzione normativa, visto che la riforma delle pensioni del dicembre scorso ha già affrontato e risolto la questione. Assicuri quindi, il ministro, la salvaguardia già concessa".