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Pescara, 15/06/2026
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Data: 15/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Politica e malaffari - La «banda degli onesti» è bipartisan. Si alza la temperatura di elezioni che finora hanno riscontrato scarso interesse in città

Montesilvano. Prc salva solo il Terzo Polo dalla presenza nelle liste di rinviati a giudizio, indagati e trasformisti

Condannati, rinviati a giudizio, indagati, trasformisti della prima ora e last-minute: si salvano in pochi dall'«operazione setaccio» di Rifondazione comunista sulle liste elettorali di Montesilvano. Il candidato sindaco Corrado Di Sante e il segretario regionale Marco Fars hanno messo insieme un dossier che smentisce i proclami di trasparenza di entrambe le coalizioni. «A una lettura attenta - ha spiegato Di Sante - solo le liste che sostengono Maragno (leader del Terzo Polo) non hanno personaggi chiacchierati». Un'eccezione che conferma la regola di un sistema affaristico e familistico difficile da scardinare. Le ostilità erano state aperte venerdì sera durante il primo confronto televisivo tra gli otto candidati sindaco con duri scontri interni: Pasquale Cordoma (Grande sud) contro la candidata ufficiale del centrodestra Manola Musa, lo stesso Di Sante contro Attilio Di Mattia, vincitore delle primarie del centrosinistra. Ed è proprio Di Mattia il bersaglio preferito di Prc, partito nel quale è nato politicamente prima di spiccare il volo con l'Idv: «Di Mattia - attacca Di Sante - aveva fatto del codice etico la sua bandiera, invece nelle liste che l'appoggiano c'è di tutto. Nell'Idv ci sono Agostinone, che ha sostenuto sia Cantagallo che Cordoma, e la Di Nicola, passata come se nulla fosse da An al partito di Di Pietro». Corposo il capitolo relativo al Pd, che all'ultimo momento ha chiesto di ritirarsi ai suoi quattro candidati sotto inchiesta: «Ma solo il povero Gianni Bratti ha fatto il passo indietro per davvero - replica Fars -; gli altri si sono ben guardati, Di Pasquale perché era "solo" indagato, Girosante addirittura è passato col Pdl dalla sera alla mattina». Non manca un siluro all'Udc: «In quella lista c'è l'unico condannato, Emilio Di Censo, dalla Corte dei Conti per l'assunzione illegittima dei due generi, e poi Piero Gabriele ed Emidio Di Felice che di partiti ne hanno cambiati tanti e sostenuto in maniera bipartisan Cordoma e Cantagallo». Fars e Di Sante non fanno sconti alla coalizione di Manola Musa «che di rinviati a giudizio ne ha cinque, da Luigi Marchegiani a Paolo Di Blasio, che rientra in lista dalla porta principale, da Paola Sardella a Corrado Carbani e l'ultimo acquisto Evenio Girosante». Quanto al sindaco uscente, Pasquale Cordoma, Di Sante gli ricorda impietosamente: «Cinque anni fa fu promotore dei banchetti della legalità con Gianfranco Fini contro la Giunta Cantagallo, poi ha accumulato sette inchieste con quattro rinvii a giudizio». Finale dedicato a chi, non potendo correre in prima persona, lancia nella mischia un familiare: «Andrea Diodoro del Pd ha un rinvio a giudizio e al suo posto c'è la moglie. C'è poi Aurelio Colangelo, coinvolto a vario titolo in tutte le inchieste sull'urbanistica a Montesilvano e a Spoltore: nessun partito lo ha voluto candidare, sarà per questo che Sel e Comunisti italiani hanno scelto la figlia di sua moglie Kennedy Pettine?». Se le cose stanno così, non è un caso che Montesilvano è la città abruzzese dove l'astensionismo è maggiormente cresciuto nelle ultime cinque elezioni. E se qualcuno fa le pulci a Rifondazione? »Fatica sprecata, - ribatte Fars -. Il candidato sindaco giovane, appena 28 anni, le battaglie per i beni comuni le ha fatte davvero e la lista è senza alcun riciclato».

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