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Pescara, 15/05/2026
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Data: 20/12/2006
Testata giornalistica: Trambus
Resoconto in minore per il trasporto locale. di Maurizio Sgroi

Il 2006 finisce com'era cominciato, pieno di promesse ma con un raccolto magro, per il già smunto mondo del trasporto locale. La minaccia di scioperi selvaggi ha indotto il governo, già in debito di consensi a causa della finanziaria, ad allargare i cordoni della borsa e mettere il grosso del malloppo necessario a rinnovare il contratto. E in quest'occasione diverse voci dell'esecutivo hanno chiosato promettendo che il 2007 sarà l'anno degli interventi strutturali sul trasporto locale. Così come dovrebbe accadere, almeno a sentire chi governa, sulle pensioni, le liberalizzazioni, la sanità, il pubblico impiego e chi più ne ha... La verità è che le buone intenzioni sono il lastricato dell'inferno, che nel nostro caso coincide più prosaicamente con l'ingorgo perenne delle nostre città e dei rinnovi contrattuali, unico momento in cui il tpl guadagna gli altari della cronaca. Le promesse dell'esecutivo circa le magnifiche e progressive sorti che ci aspettano si sostanzieranno nella riesumazione di un dibattito usurato e stantio come quello sulle liberalizzazioni, quando abbiamo appena finito di stanziare qualcosa come sei miliardi di euro in finanziaria per ripianare il disastro delle Ferrovie, che sono liberalizzate da un sacco di tempo. Non ci piace chiudere in tono minore questo breve resoconto, ma i fatti sono questi. Ci consola appena vedere che ci sono autorità indipendenti che certificano il buon lavoro fatte da alcune aziende pubbliche (vedi pagina 2). Ma per queste ultime varrà, in generale, sempre la presunzione di colpevolezza perché ne hanno troppe da farsi perdonare. In ultimo la circostanza di continuare ad esistere in un mondo in cui l'impresa può soltanto esser privata. Auguri a tutti.

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