PESCARA. Si decide oggi, nella sede dell’assessorato regionale ai Trasporti, il futuro del “matrimonio” tra Sangritana e Trenitalia, un’unione che, già da diverso tempo, è in precario equilibrio. A sancire il nuovo strappo nei rapporti tra i due vettori è la recente comunicazione di Trenitalia della sospensione della convenzione che vedeva una tariffazione unica sui treni che viaggiano in Abruzzo. A partire dal prossimo 1 maggio la Sangritana dovrà provvedere ad emettere dei biglietti propri con evidenti disagi per i passeggeri. Oggi la convenzione viene analizzata e, possibilmente, riscritta.
Risale al 29 gennaio 2007 l’approvazione, da parte della giunta regionale, della convenzione tra Trenitalia e Ferrovie Adriatico-Sangritana spa. Il documento, nato sotto forma di sperimentazione con decorrenza dal 10 dicembre 2006, sancisce l’utilizzo dei titoli di viaggio Trenitalia, a bordo dei treni Sangritana. È proprio questa convenzione la causa del “divorzio” Trenitalia- Sangritana.
LE CRITICITA’. Sono diversi i punti oscuri della convenzione. Si parte dal calcolo del corrispettivo chilometrico, che risale al 2005 e da quello del traffico dei passeggeri che è datato al 2007. Sono numeri importanti per l’azienda abruzzese, visto che Trenitalia calcola proprio su questi dati il corrispettivo dovuto a Sangritana.
Se la convenzione dovesse essere riscritta, così come auspicato dall’assessore Giandonato Morra e dal presidente Sangritana Pasquale Di Nardo, il vettore abruzzese può uscirne avvantaggiato considerato che i numeri nel frattempo sono cambiati, e, cosa più importante, il traffico passeggeri è aumentato.
LE MULTE. Un nodo da sciogliere è quello delle sanzioni. Per l’espletamento del servizio di tariffazione unica Trenitalia avrebbe consegnato al vettore abruzzese soltanto un tipo di modulo che consente di fatto l’emissione dei biglietti a bordo treno anche con sovrapprezzo, ma non l’emissione di sanzioni.
Così come precisato da fonti interne all’azienda di via Dalmazia, sia la Regione sia Trenitalia sarebbero stati sollecitati ad un chiarimento sul sistema sanzionatorio, sull’istruzione del personale Sangritana e sulla dotazione di tutti gli strumenti che utilizzano i capitreno Trenitalia. Richieste tuttavia cadute nel vuoto. Una nuova convenzione dovrebbe tenere conto anche di questo aspetto.
IL CASO LANCIANO. Altra criticità della convenzione riguarda l’inserimento della destinazione Lanciano, attualmente assente, nel sistema Sipax. Un disagio che si riversa sui passeggeri in partenza e in arrivo a Lanciano i quali o sono costretti a integrare il biglietto a bordo, o devono inserire la destinazione Fossacesia invece che Lanciano per il calcolo chilometrico.
I BAMBINI. La convenzione non specifica come regolarsi per il trasporto dei minori. Trenitalia prevede la gratuità fino ai 4 anni e il 50% di sconto per ragazzi dai 4 ai 12 anni, mentre la legge regionale prevede gratuità fino ad un metro di altezza e tariffa intera oltre il metro.
CONTESTO REGIONALE. La fine della convenzione sul biglietto unico è solo una delle “tegole” piovute su Sangritana. Dal 30 giugno la riforma del trasporto pubblico locale prevede la fusione dei servizi su gomma per le società Arpa, Gtm e Sangritana alla quale resterebbe solo il trasporto su rotaia.
Ma è proprio su quest’ultimo servizio che si concentra un’altra grana per l’azienda regionale dei trasporti. Sempre il 30 giugno scade infatti il contratto regionale per il trasporto passeggeri su ferro. Se il contratto non sarà adeguato, Sangritana può perdere definitivamente il servizio su rotaia con il rischio di sacrificare anche il trasporto merci e 350 posti di lavoro.