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Pescara, 15/06/2026
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Data: 16/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Progetto Ocse, il ministro Barca torna in Abruzzo. I sindacati chiedono modifiche al documento sulle priorità per la crescita

SVILUPPO Il ministro porta con sè le linee guida d’azione sulla ricostruzione applicabili negli altri settori

PESCARA. Il progetto Università di Groningen-Ocse “Abruzzo verso il 2030, sulle ali dell’Aquila”, frutto della raccolta fondi per L’Aquila - promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e da Confindustria di tutta Italia - è al centro della due giorni abruzzese del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca che, in più occasioni, ha sottolineato la validità dello studio.
Oggi e domani il ministro è in Abruzzo nell’ambito dell’iniziativa “Verso Mezzogiorno”. Tanti gli argomenti all’ordine del giorno. I riflettori sono puntati, in particolare, sul progetto “Abruzzo verso il 2030, sulle ali dell’Aquila”. Il progetto che, iniziato sotto forma di ricerca si accinge ora ad entrare in una seconda fase più operativa, piace al governo Monti e piace anche al ministro per la Coesione territoriale, che l’ha definito «un occasione da non farsi sfuggire».
Lo studio tenta di strutturare le possibili linee guida d’azione sia per la ricostruzione ma sia e soprattutto per lo sviluppo. Linee guida che possono essere tracciate in diversi settori come ad esempio quello del turismo (di qui l’incontro a Fara San Martino), della ricerca industriale e dell’automotive (di qui l’incontro a Santa Maria Imbaro). Non a caso l’Organizzazione rileva che «le questioni trattate nel progetto riguardano l’intera regione Abruzzo nella misura in cui essa saprà mettere a punto strategie di ripresa dalle criticità strutturali, affrontare le rispettive sfide di lungo periodo, facendo leva sul potenziale locale esistente».
«Con questo progetto», ricorda il segretario regionale Cgil, Gianni Di Cesare, «abbiamo proposto un metodo diverso per fare una programmazione che parta dal basso. Spero che questa iniziativa rafforzi in Europa la scelta di inserire l’Abruzzo tra le “regioni di transizione” e che esse, a loro volta, svolgano un ruolo importante». «In ogni caso», aggiunge Di Cesare, «la ricerca si concluderà a dicembre 2012: abbiamo sette mesi di tempo, c’è da fare una bella discussione e ci sarà tempo per approfondire. E’ solo una parte del confronto con Barca».
Secondo il segretario della Uil Abruzzo, Roberto Campo, «il coinvolgimento del governo, a partire da Barca, rende particolarmente interessante la possibilità di combinare in modo stretto teoria e pratica». «La ricerca, ad esempio», aggiunge il segretario, «vuole approfondire che cosa significa rafforzare il rapporto università-impresa e il ministro Profumo si è detto disponibile a convocarci su questo. Lo studio riconosce anche che è stato un errore separare ricostruzione e rilancio economico-sociale», evidenzia Campo, «speriamo significhi che parte del Masterplan può essere sbloccata in parallelo con la velocizzazione della ricostruzione».
In vista dell’incontro con Barca, i sindacati nei giorni scorsi si sono riuniti ed hanno elaborato una serie di emendamenti ai punti contenuti nel documento relativo alle priorità da affrontare con il ministro. Spiccano, tra l’altro, temi quali, ad esempio, l’istruzione, a detta delle parti sociali «fondamentale per una diversa concezione dell’Abruzzo basata sulla conoscenza»; la riorganizzazione del sistema sociale abruzzese, a partire dalla non autosufficienza, e la mobilità, «perché l’Abruzzo non può essere tagliato fuori da un sistema a rete di tipo nazionale». «C’è poi da affrontare il tema delle cosiddette “code”», sottolinea Di Cesare, «ovvero quegli accordi definiti con i governi precedenti e mai portati a termine. In tal senso chiederemo a Barca di aprire un confronto col ministro dello Sviluppo Corrado Passera».

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