ROMA. Fondo per l’alleggerimento del carico fiscale sui redditi più bassi, riforma del catasto, taglio alle spese inutili, riordino delle aliquote Iva e della tassazione di impresa. All’esame del Consiglio dei ministri, oggi, il disegno di legge sulla delega al governo in materia di revisione del sistema fiscale. In arrivo novità importanti sul fronte degli sgravi e sulle imposte alle imprese.
Il sottosegretario Vieri Ceriani, nei giorni scorsi, ha presentato la delega al premier Mario Monti. Il provvedimento andrà a sostituire la vecchia delega Tremonti, parcheggiata da tempo in Parlamento. Sembra escluso, almeno per ora, un ritocco alle aliquote Irpef: resteranno le attuali cinque, rispetto alle tre (al 20%, 30% e 40%) previste dal governo precedente. Anche perché il semplice abbattimento della prima aliquota dal 23% al 20%, (ipotizzato dalla vecchia delega) creerebbe un problema serio al governo, visto che costerebbe da solo parecchi miliardi di euro.
Sarà invece inserita nella delega la riforma del catasto: si passerà dal criterio del numero dei vani a quello dei metri quadrati per la determinazione del valore patrimoniale dell’immobile. I proprietari temono una stangata sulla casa, anche se le maggiori rendite dovrebbero essere compensate dalla riduzione delle aliquote.
Anche la Corte dei Conti è intervenuta, in questi giorni, sollecitando la revisione delle classificazioni catastali dei singoli fabbricati e l’aggiornamento delle rendite «alla luce del crescente divario tra i valori di mercato e le rendite catastali degli immobili (i primi mediamente 3 o 4 volte superiori ai secondi, come ha rilevato recentemente l’Agenzia del territorio), anche in considerazione del tempo trascorso dall’ultima revisione (le rendite sono state aumentate del 5 per cento nel 1997 rispetto ai valori immobiliari del 1989)» ha osservato ancora la magistratura contabile.
E’ invece confermata l’istituzione del fondo destinato a finanziare gli sgravi fiscali, con le risorse provenienti dalla lotta all’evasione, dal taglio alle agevolazioni fiscali (le cosiddette “tax expenditures”) e dalla “spending review”, la sforbiciata alle spese inutili.
Ieri, il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ha confermato l’idea di un fondo per ridurre le tasse, ma ha anche sottolineato che è ancora prematuro quantificare tali risorse e dire dove saranno destinate. Sul fronte anti-evasione è previsto anche un monitoraggio costante, con l’obbligo della predisposizione di un rapporto annuale.
Potrebbero arrivare anche nuove risorse da indirizzare alla conservazione dell’immenso patrimonio culturale italiano. Non è ancora chiaro, invece, come il governo interverrà nel ginepraio delle detrazioni, ma l’intenzione annunciata, in linea di massima, è salvare gli sconti per le famiglie e le fasce più deboli. Incluse nella delega, anche la “green tax”, l’imposta finalizzata a preservare l’equilibrio ambientale, e la “carbon tax”, che dovrà finanziare le energie rinnovabili, anche a beneficio, ha evidenziato il ministro Passera, delle bollette pagate dalle famiglie.
Per le imprese, resta l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive), ma è previsto l’abbandono dell’Ires (imposta sul reddito delle società) per l’introduzione dell’Iri (imposta sul reddito imprenditoriale): lo scopo è distinguere la tassazione dell’impresa da quella dell’imprenditore o del professionista. Verrà introdotta, in questo modo, una tassazione omogenea per tutte le imprese e professioni, indipendentemente dalla loro forma giuridica.
Arrivano anche nuove regole sull’abuso di diritto, per contrastare le operazioni di pianificazione fiscale che hanno finalità diverse dal conseguimento di risparmi d’imposta.