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Pescara, 05/04/2026
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Data: 17/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Bus troppo cari. Meglio vivere a Roma. Il costo annuale per un pendolare è cresciuto di circa 250 euro

Trasporti. Federcopa denuncia la grave situazione dopo l’aumento del 10% e il taglio delle corse

SULMONA Prima le corse tagliate, adesso la stangata sulle tariffe. Non c’è pace per i pendolari peligni di nuovo sul piede di guerra con la Regione. La stangata sul biglietto di viaggio fa riesplodere la protesta di lavoratori e studenti ed accresce i loro disagi. «Un nuovo colpo viene sferrato sulla testa dei pendolari» ha lamentato Francesco Di Nisio, leader dei pendolari del Centro Abruzzo, annunciando che già da ieri viaggiare sugli autobus del servizio di trasporto pubblico regionale, da Sulmona a Roma, costa all’incirca 250 euro in più all’anno. L’aumento della tariffa di trasporto è nella misura del 10% e viene applicata anche alle corse di natura commerciale. «Ma qui la beffa per noi purtroppo è doppia» ha precisato il segretario della Federazione dei pendolari (Federcopa). «Da una parte infatti accade che ci tagliano le corse, perchè stranamente solo in questo territorio le corse degli autobus del servizio di trasporto vengono considerate di natura commerciale - ha spiegato Di Nisio - sono quindi corse che non godono del sostegno finanziario dato alle corse del trasporto pubblico locale, da un’altra parte però la Regione decide di aumentare la tariffa di viaggio considerando invece questo servizio come annesso al trasporto pubblico locale». Un’ambiguità che resta per il momento inspiegabile e che accresce la protesta e l’indignazione dei pendolari. Per la Federcopa questa decisione del governo regionale rappresenta a tutti gli effetti «un colpo mortale, per un territorio già pesantemente provato dalla crisi economica». E l’appello dei pendolari, ancora una volta, si rivolge anzitutto al presidente della Regione, Gianni Chiodi e all’assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, affinchè questa decisione possa essere rivista. «Chiodi e Morra dovrebbero spiegarci il senso di queste scelte - ha precisato Di Nisio - ci tolgono le corse dei pendolari e ci danno una stangata di 250 euro sul costo dei biglietti, forse non si stanno accorgendo che sta diventando un lusso anche fare il pendolare». Ora la Federcopa e i pendolari si augurano che anche in questa occasione, come del resto accaduto già in passato, l’assessore ai Trasporti si renda disponibile a riaprire un dialogo costruttivo con loro. Già in altre occasioni il dialogo è stato utile per rivedere alcune decisioni contestate aspramente dai pendolari. Anche se ultimamente, proprio nel caso dei tagli alle corse, a poco sono servite le proteste che si sono levate dai pendolari. A gran voce i pendolari hanno lamentato di dover soccombere ad ulteriori ed ennesimi disagi. Ma risposte concrete di soluzione non sono mai arrivate. «Queste decisioni non fanno altro che spingere tante persone lontane dall’Abruzzo» ha sottolineato Di Nisio. Sono sempre più numerosi gli abruzzesi, che in queste condizioni, sono costretti a scegliere piuttosto di vivere nella Capitale, con un alloggio di minime dimensioni, che continuare a spendere somme sempre più consistenti solo per pagare il prezzo del viaggio quotidiano di andata e ritorno tra il capoluogo peligno e Roma. Dunque al disagio patito dai pendolari, per corse, orari e tariffe, si aggiunge anche il rischio di essere costretti a trasformarsi da pendolari a emigrati, abbandonando di fatto le città di attuale residenza. Scelte fatte conti alla mano.

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