TAGLIACOZZO È un assalto continuo. Un esproprio progressivo di servizi e diritti a danno dei marsicani. Non funzionano le Poste, chiudono gli ospedali, si trasferiscono uffici, si sopprimono corse di autobus. E i problemi affrontati ogni giorno dai pendolari della tratta ferroviaria Avezzano-Roma diventano insormontabili. Fino ad oggi solo tante promesse. Non a caso, l’incontro tra la delegazione dei pendolari della Marsica e l’assessore ai Trasporti della Regione Abruzzo, Giandonato Morra, più volte rinviato per sua indisponibilità, si terrà a Tagliacozzo il prossimo 5 maggio, vigilia del voto amministrativo in più comuni della Marsica. Negli ultimi tre anni i disservizi sulla linea Avezzano-Roma si sono moltiplicati in modo esponenziale. In poche parole, non sono più sostenibili. Dall’incendio di fine luglio che rese inagibile la stazione di Roma Tiburtina, ritardi e soppressioni di convogli sono diventati quotidiana normalità. La rarissima eccezione è costituita dalla puntualità del servizio. Ma cosa chiedono all’assessore Morra e a Trenitalia i pendolari della Marsica? Non certo la luna e nulla di irrealizzabile, ma soltanto buonsenso e capacità gestionale: agevolazione delle precedenze rispetto ai treni metropolitani del segmento Tivoli-Roma; lo spostamento di alcuni incroci; l’aumento di un paio di carrozze per il convoglio R 2371 causa il superaffollamento che si registra dalla stazione di Tivoli fino a Roma.