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Pescara, 05/04/2026
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17/04/2012
Il Centro
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Barca: l’Abruzzo ha forza per cambiare. Industria, turismo, agricoltura: il ministro invita a presentare le idee |
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Puntiamo sulla valutazione dell’efficacia dei progetti non possiamo più buttare soldi SANTA MARIA IMBARO. «Se confronto quest’area con le altre, vedo una regione che non ha messo tutte le uova in un solo paniere. Ha scommesso su industria, turismo, agricoltura: il valore delle diversificazione è suo elemento di forza». Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale, dà speranza a progetti e ambizioni che gli imprenditori della provincia economica più forte d’Abruzzo gli consegnano. Siamo nella Val di Sangro, cuore dell’export regionale con le sue multinazionali, la fabbrica di veicoli leggeri (la Sevel) più grande d’Europa e la lunga catena di piccole e medie imprese legate per lo più all’automotive. Qui il ministro è arrivato dopo un giro in elicottero che gli ha gentilmente offerto il Patto Sangro-Aventino, il consorzio di enti pubblici, comuni e imprese, che coordina e mette in rete interventi e progetti per lo sviluppo e la semplificazione burocratica. Un volo di tre quarti d’ora circa, da Casoli e Fara San Martino (dove in precedenza Barca ha incontrato gli operatori del turismo) per dare modo al ministro di vedere e valutare dall’alto tutto ciò di cui si sta parlando: le risorse naturali, la montagna, la Costa dei trabocchi, l’agglomerato industriale, il distretto della pasta, per quanto riguarda le risorse; la viabilità a pezzi e le infrastrutture carenti con la Fondovalle Sangro e l’autostrada intasate dai Tir, i porti di Ortona e Vasto dalle grandi potenzialità e semivuoti, la Ferrovia snobbata dall’Alta velocità e dai programmi di Trenitalia. L’ambasciatore del governo Monti premette che non fa promesse e di ricoprire un ruolo di integratore delle idee e delle proposte: «Posso essere utilizzato come veicolo per i ministri settoriali, se volete», aggiunge rivolto alla platea di autorità e imprenditori riunita nella sede del Patto, «sono un promotore per le infrastrutture, un relatore, posso presentare meglio un progetto piuttosto che un altro, ma sappiate che in questa situazione di crisi non posso mantenere nulla di ciò che mi chiedete di appoggiare. Tuttavia posso prendere con voi impegni che sono nel mio potere: un impegno sulla tempistica della finanza pubblica, sulla ricerca e sulla scuole, dove lo dico subito, possono esserci risorse aggiuntive». Il governatore Gianni Chiodi, il direttore dello Iam (società consortile innovazione automotive e metalmeccanica) nonché direttore del Patto Raffaele Trivilino e il presidente dell’Agenzia di sviluppo Silvio Di Lorenzo sono seduti accanto al ministro e lo seguono con attenzione. In collegamento videoconferenza da Detroit (Usa) c’è Enrico Pisino, responsabile innovazione gruppo Fiat-Chrysler e amministratore delegato del Polo d’innovazione automotive. «Mi chiedete di dare progettualità ai vostri porti?», riprende Barca: «Qui c’è da ragionarci, dovunque vado mi parlano dei porti, in Italia tutti ne hanno bisogno e ora bisogna valutare la concorrenza e le competetività». E’ sulla metodologia il punto sul quale insiste in particolare il ministro, inteso come nuovo metodo di scollamento dal passato: «Stiamo entrando in una nuova fase di programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 e puntiamo sulla valutazione dell’efficacia dei progetti, entriamo in un mondo di verifica dei risultati. Perché non possiamo più permetterci di buttare soldi». Dal Patto Sangro Aventino il ministro apprende la situazione («Qui c’è una produzione industriale di 11 volte superiore alle media italiana», dice Silvio Di Lorenzo), le forze messe in campo, e soprattutto le strategie su sviluppo, ricerca e innovazione con il progetto del Campus (il centro di studio e ricerca dell’automotive e nuovi modelli green) in prima linea. Trivilino parla di tre aspetti strategici: adeguamento delle competenze, valorizzazione del territorio e logistica. «Ci aspettano sfide forti, non chiediamo risorse, dobbiamo usare meglio quello che già abbiamo», spiega soffermandosi anche sulla grande risposta avuta in termini di iscrizioni (85 domande per 25 posti) al corso Its (istituto tecnico superiore della meccanica, primo corso d’Italia destinato all’automotive, con sede a Lanciano). Barca ascolta e annuisce quando sente parlare del Campus. Confortato anche dagli investimenti (33 milioni di fondi Fas) che la Regione ha deciso di erogare sul progetto e che vengono confermati da Chiodi. Il governatore coglie l’occasione per tornare sull’utile maturato nella Sanità e sulla pressione fiscale. «Grazie a questi risultati potremo decidere se abbassare l’Irpef nel 2013», sottolinea individuando per la prima volta una data. Nel corso dell’incontro a Fara San Martino, durante il quale gli operatori turistici gli hanno chiesto di fare qualcosa affinché siano sbloccati i fondi per la realizzazione degli 8,8 chilometri della Pedemontana Guardiagrele-Casoli, Barca ha l’occasione di declinare un termine caro al suo amico Pietro Bassetti: «Siamo in pieno mercato glocale, dobbiamo cioè valorizzare le cose locali ma non senza internazionalizzarci. Fate indagini di mercato, individuate i flussi turistici, questa è la fase giusta in cui vale la pena di progettare. Vi assicuro la massima trasparenza di un governo che valuta i progetti per quello che valgono. Senza raccomandazioni di sorta».
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