PESCARA. Tre linee direttrici (sviluppo economico, coesione sociale e territoriale e infrastrutture), quattordici punti, un’agenda fitta che tocca tutti i nodi irrisolti del sistema Abruzzo: dalle aree di crisi alle infrastrutture, dal credito al sostegno dell’Aquila passando per il progetto Ocse e i fondi comunitari. Una mappa sulla quale andranno segnati obiettivi, date, cifre.
Questa la foto del documento elaborato dal Patto dello sviluppo che oggi il presidente della Regione Gianni Chiodi presenterà al ministro Fabrizio Barca, a Pescara.
L’incontro è previsto alle 15,30 in Regione. In mattinata Barca incontrerà all’Ipsias Di Marzio in via Arapietra i dirigenti scolastici (l’istruzione è uno dei punti centrali dell’agenda per lo sviluppo). Queste le richieste.
Masterplan. Va reso operativo il programma e disponibili le risorse, in maniera autonoma rispetto alle risorse legate alla ricostruzione, anche attraverso una nuova legge.
De minimis per L’Aquila. Si chiede un tavolo ministeriale per definire modalità e tempistiche di impiego dei 90 milioni stanziati dal governo e una verifica sul riconoscimento di una zona franca per L’Aquila.
Aree di crisi. Vanno riconosciute le quattro aree di crisi regionali individuate dalla giunta (Valle Peligna, Val Vibrata, Val Sinello e Val Pescara) e stipulati accordi di programma per consentire l’utilizzo dei fondi previsti nella azioni di sostegno alla reindustrializzazione.
Fondi Fas. Si chiedono tempi rapidi per la rimodulazione della programmazione dei fondi attraverso la concentrazione degli interventi su misure strategiche.
Contratti di sviluppo. I Contratti di sviluppo nazionali presentati da imprese capofila della Regione vanno finanziati con fondi nazionali e non regionali.
Agricoltura area cratere. Mancano 15 milioni per permettere a tutte le imprese agricole danneggiate di accedere ai benefici.
Credito. Va rafforzato il sistema creditizio e valorizzato il ruolo dei confidi.
Inclusione sociale. Si chiede la rideterminazione e la riassegnazione all’Abruzzo del Fondo nazionale politiche sociali 2012 e del Fondo non autosufficienza.
Fondi Ue 2014 -2020. Va costituito un gruppo di lavoro permanente tra le regioni in transizione (Abruzzo, Basilicata, Molise e Sardegna) per individuare progetti comuni.
Istruzione. Confronto con il ministro sulla dispersione scolastica e la carenza di cultura scientifica.
L’Aquila Smart City. Concretizzare il progetto per intercettare i finanziamenti europei sulle Città Intelligenti. Questa idea si lega al piano Ocse rispetto al quale è molto attenta Confindustria, come spiega il presidente regionale Mauro Angelucci: «Il Patto per lo sviluppo deve guardare con grande attenzione all’elaborando “progetto Ocse/Università di Groningen”, cogliendo l’opportunità di una integrazione del progetto stesso con le istanze del Patto, quale principale strumento di programmazione partecipata».
Macroregione adriatica. Va promossa l’alta velocità ferroviaria e l’integrazione, in una visione unitaria e complementare, di porti e aeroporti.
Infrastrutture. Si chiede di rendere operativa l’Intesa stato-Regione con attenzione alle bonifiche e al dissesto idrogeologico.
Logistica e mobilità. Si propone la realizzazione di un sub-corridoio nazionale, legato ai corridoi europei. L’obiettivo è di connettere la penisola balcanica, con quella iberica attraverso una piattaforma logistica dell’Italia centrale in un’area compresa tra Ancona e l’Abruzzo.
In particolare la logistica è stato il cavallo di battaglia del Pd all’interno del Patto: «Ciò che manca in Italia», spiega il capogruppo Camillo D’Alessandro «è lo snodo centrale capace di collegare nord-sud da un lato ed i due mari (Adriatico e Tirreno) dall’altro. Esattamente ciò che proponiamo noi, un sub- corridoio nazionale, già individuato dal ministero delle Infrastrutture come Territorio Snodo nel 2006 e mai attuato, collegabile, sull’altra sponda, proprio a Ploce dove inizia il corridoio che attraversa l’Europa transfrontaliera». In questo modo «si esce dall’isolamento», insiste D’Alessandro, «proponendo alleanze con le nostre prossimità che il Governo nazionale deve sostenere in quanto capaci insieme di candidarsi a risponde ad una necessità nazionale, cioè lo snodo verso i balcani».