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Pescara, 05/04/2026
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Data: 17/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via al pagamento in tre rate una agevolazione a famiglia. Coniugi separati: pagherà l’imposta chi abita l’appartamento

ROMA - L'accordo politico di maggioranza, che aveva ricevuto anche il via libera di Mario Monti venerdì scorso, ha ora anche il timbro ufficiale del Parlamento. Il caso Imu è chiuso: la nuova imposta sugli immobili si pagherà (anche se solo per le prime case) in tre rate anziché nelle due previste inizialmente. La commissione Finanze della Camera ha infatti dato il via libera a un emendamento presentato dal relatore, Gianfranco Conte, del Pdl. Ciascuna delle tre rate sarà pari a un terzo dell'imposta, calcolata applicando l'aliquota base del 4 per mille, così come previsto qualche giorno fa dal governo, in attesa che i comuni determinino la propria aliquota. Il primo versamento è stato fissato entro il 16 giugno, (ma ci sarà uno slittamento al 18 in quanto il 16 è un sabato), il secondo entro il 17 settembre e, per questa seconda tranche, si potrà pagare non solo attraverso il modello F24 dell'Agenzia delle entrate, ma anche con il bollettino postale. La terza e ultima rata dovrà essere pagata entro il 17 dicembre «a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio delle precedenti rate». I Comuni, infatti, entro il 30 settembre, potranno aumentare o diminuire l'aliquota base dello 0,2 per cento determinando il valore dell'ultima rata.
Non cambia nulla, invece, per le seconde case, la cui aliquota è fissata al 7,6 per mille. Le scadenze, in questo caso (e che riguardano anche negozi e capannoni), rimarranno solo due: a giugno e dicembre. Per la prima casa si pagherà un terzo alle prime due scadenze, per la seconda la metà già al primo acconto. Così di fatto, a settembre, i proprietari di prima casa avranno pagato il 66% dell'imposta, mentre le seconde case solo il 50%. Un effetto paradosso che ha spinto l’Udc a presentare un emendamento che consentirebbe ai proprietari di scegliere, per le abitazioni principali, se optare per due o tre rate. La commissione finanze delle Camera che ha dato il via libera alla spalmatura ha approvato altre novità importanti. Per i coniugi separati, ad esempio, se fino ad oggi l'importo sulla casa era a carico del coniuge proprietario, ora invece il versamento spetterà a chi occupa fisicamente l'abitazione. In caso di separazioni o divorzi, poi, il pagamento dell'Imu spetterà a chi resta ad abitare nella casa, pur non essendone necessariamente il proprietario. In commissione è arrivato anche un emendamento che prevede una stretta per le agevolazioni. Lo sgravio fiscale (c’è una detrazione fissa di 200 euro, a cui si devono aggiungere 50 euro per ogni figlio a carico di età non superiore a 26 anni) sarà uno solo per ogni famiglia «indipendentemente dalla dimora attuale e dalla residenza anagrafica dei rispettivi componenti».
E, per evitare manovre elusive, l’agevolazione si applicherà solo se il possessore della casa il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente nell'abitazione stessa. Niente Imu, invece, per i fabbricati distrutti a seguito di ordinanze o dichiarati inagibili nelle zone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. La spalmatura del pagamento dell’Imu punta a diluire gli effetti, sulle tasche dei contribuenti, della manovra Salva Italia. In quel passaggio cruciale per la stabilità dei conti pubblici, infatti, il governo aveva deciso di aumentare i coefficienti catastali che servono per adeguare la rendita catastale degli immobili (che va aumentata del 5%) per arrivare al valore catastale, che è la base imponibile su cui si applicano le aliquote. Per le abitazioni e le pertinenze (box, cantina, soffitte) il coefficiente è così passato dal 100 al 160%. La rateizzazione dell’Imu, salutata con soddisfazione dal segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha parlato di «passaggio essenziale per alleviare i sacrifici delle famiglie», sembra aver disinnescato anche la protesta dei comuni. Domani è in programma un consiglio direttivo dell’Anci. Ma intanto il vicepresidente dell’associazione dei primi cittadini, Alessandro Catteneo, ha detto che «si tratta di una soluzione che certamente impone sacrifici ai Comuni per quanto riguarda la liquidità ma che va incontro alle esigenze dei cittadini, specie dei più bisognosi trattandosi di prima casa».

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