PESCARA - Sulla questione del personale della Regione interviene l’assessore Federica Carpineta con una lettera al direttore della Direzione Risorse umane dell’ente: «Avverto quel che è nell'animo dei dipendenti regionali: un sentimento giustificato di vivissima attenzione che i singoli dipendenti pongono nel valutare quel che accade, un sentimento ingiustificato quando esso viene invece loro instillato con una demagogia disinformata e faziosa. Caro direttore, voglio invitarla a rassicurare tutto il personale della Giunta. Lei sa benissimo che già da molto tempo l'impegno del mio assessorato è rivolto con decisione, nel rispetto della legge, a verificare ogni possibilità per ottenere un possibile e auspicato aumento del fondo. Non vogliamo affatto pregiudicare le giuste e fondate aspettative dei dipendenti regionali. E ci stiamo adoperando per questo. Ma vanno incentivate con queste risorse le capacità e i meriti. Altrimenti, con il vecchio e irripetibile tutto a tutti, si mortificherebbe gravemente la giusta aspettativa dei dipendenti che non tollerano più, quando hanno dato di più di altri, di essere invece premiati o incentivati come gli altri, quindi di non essere premiati ma mortificati e presi in giro».
Un altro intervento è quello della Cisl e della Cisl Fp: «Per l’Abruzzo si presenta un’occasione storica: riformare la struttura regionale vicina ai cittadini e al sistema produttivo. La riforma, presentata dall’assessore Carpineta e dal presidente Chiodi, condivisibile per alcuni apetti, come la scuola di formazione, il riconoscimento del merito e l’aggiornamento professionale, tuttavia si presenta come una volontà di cambiamento che non incide in misura adeguata sulla macchina regionale e che presumibilmente non riuscirà a dare risposte concrete ai processi di cambiamento in atto».
Ma alla Carpineta arriva anche la lettera aperta del suo collega di Giunta Gianfranco Giuliante: «Nell’esprimere il mio sincero apprezzamento per la preziosa iniziativa da te assunta, volta a riorganizzare la macchina amministrativa regionale alla luce dei principi di trasparenza, dell’efficienza, del merito e del contenimento della spesa pubblica, colgo l’occasione per richiamare la tua attenzione su una problematica che investe gran parte dei dipendenti regionali che vedono in discussione il proprio salario accessorio. Come è noto il terremoto prima e la crisi economica dopo hanno determinato negative ripercussioni sul nostro territorio. A tal proposito ritengo opportuno farmi portavoce delle istanze formulate dai dipendenti, preoccupati di vedersi ridotta la retribuzione a causa delle difficoltà connesse alla determinazione del fondo da destinare alla corresponsione del salario accessorio anche in conseguenza del processo di riorganizzazione messo in atto. Ciò premesso sono a chiederti di assumere, tra le tue priorità anche quella di salvaguardare le retribuzioni dei dipendenti regionali, al fine di permettere loro di poter continuare ad usufruire, nel rispetto delle vigenti normative, del salario accessorio mantenendo, quanto meno, quello delle pregresse annualità».